Doppio sold out a piazza San Lorenzo per “Cavalleria Rusticana”
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VITERBO - Grande successo per l'opera lirica che è andata in scena venerdì e sabato.

VITERBO – Miracolo. E’avvenuto a Viterbo venerdì scorso dove un manipolo di cultori della musica riuniti intorno all’associazione “XXI secolo” presieduta da Giuliano Nisi (non nuovo a queste performance) e sostenuta dall’Accademia delle Arti “Antonio Savastano” e dal Touring club, ha vinto la scommessa di allestire con forze locali e un bilancio al limite della sopravvivenza l’opera lirica “Cavalleria Rusticana” data venerdì scorso (replicata addirittura il giorno seguente) nello scenario di pietra sold out di piazza San Lorenzo al cospetto della Cattedrale e del palazzo di Valentino della Pagnotta.

Fabrizio Bastianini alla guida dell’orchestra sinfonica “Aetruria Ensemble” ha confermato maturità  e statura artistica, che più volte gli abbiamo riconosciuto, dirigendo una partitura ricca di insidie che concentra in un atto (come dettava il concorso vinto da Mascagni nel 1888) il dramma d’amore e sangue tratto dalla novella omonima del drammaturgo catanese Giuseppe Verga. Lo ha fatto spesso a mani nude come nell’Intermezzo, quando ha lasciato la bacchetta per trarre dagli strumenti (quasi accarezzandoli con il movimento delle dita) i più reconditi sussurri.

La regia di Massimo Bonelli, uomo di scuola prestato alla lirica, non poteva che fare  tesoro di una scenografia naturale e insuperabile, inserendo tuttavia  alcune innovazioni originali, come il quadro finale d’impianto michelangiolesco con il cadavere insanguinato di Turiddu deposto sulla nuda pietra,  le braccia protese verso il cielo di mamma Lucia e  il volto spettrale  di Santuzza.

A sorpresa anche il grido “Hanno ammazzato compare Turiddu” lanciato nella piazza da una popolana a tu per tu con il pubblico.

D’effetto la lunga processione del Regina Coeli tra una platea sorpresa e ammutolita che ha vissuto il melodramma con intensa partecipazione a testimonianza di quanto sia ancora viva in Italia la passione per la lirica. Merito di una cinquantina di comparse fortemente immedesimate nella parte,  tra cui i fratelli della Confraternita del Gonfalone di Viterbo, quelli del Sodalizio Facchini Madonna del Rosario di Piansano e noti professionisti della nostra città.

Potevano stonare le fluenti chiome bionde della statunitense Courtney Mills (ormai dobbiamo  pensare in termini globali) che ha tuttavia donato a Santuzza una insospettata “verve” siciliana sostenuta da una voce collaudata e possente. Aggressiva se infiammata dalla gelosia, umile nel recuperare l’amore di Turiddu  e vendicativa nel denunciare ad Afio la tresca di Lola. La Mills ha vinto il concorso “Fausto Ricci” di Viterbo nel 2018 nella sezione dedicata proprio alla Cavalleria Rusticana.

Gianluca Zampieri (vincitore del concorso “Mattia Battistini” di Rieti) è sul palchi italiani ed esteri dal 1992 e ha confermato nella parte di Turiddu una non comune versatilità vocale che l’ha agevolato nelle ripetute variazioni di tono della partitura, dal parlato agli acuti. Ha sostituito all’ultimo momento l’indisposto Carlo De Paolis. In tema col personaggio, la Sicilia  e la coppola, la voce robusta  di Gabriele D’Orazio nella parte di Alfio, finalista nel 2015 del concorso “Fausto Ricci”.

Orgogliosamente viterbese Serenella Fanelli per la prima volta nel ruolo di mamma Lucia affrontato con timbri lucidi e insospettate movenze teatrali. Vivace e frizzante Salvina Maesano nel “Fior di giaggiolo”di Lola avviato a sorpresa da fuori scena. Ben affiatato in tutte le sezioni (soprani in particolare) il coro “Ensemble vocale il Contrappunto”. Aiuto regia Marjolaine Uscotti. Dieci minuti di applausi in ciascuna delle due serate.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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