Dopo cento anni le Suore Figlie di Sant'Anna lasciano Bassano in Teverina
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BASSANO IN TEVERINA - “Esprimo sentimenti di tristezza per la notizia ricevuta del trasferimento delle Suore. La comunità locale è da oltre un secolo legata all’istituto religioso delle Figlie di Sant’Anna fondato dalla Beata Rosa Gattorno - così il sindaco Alessandro Romoli -".

BASSANO IN TEVERINA – Le Suore Figlie di Sant’Anna lasciano Bassano in Teverina dopo più di cento anni. 

La decisione del trasferimento è stato deciso dopo la morte di Suon Anna Maria Virginia Sinagra, la superiora. “Esprimo sentimenti di tristezza per la notizia ricevuta del trasferimento delle Suore. La comunità locale è da oltre un secolo legata all’istituto religioso delle Figlie di Sant’Anna fondato dalla Beata Rosa Gattorno – così il sindaco Alessandro Romoli -. Le suore, arrivate a Bassano per interessamento del nostro concittadino S. Em.za Cardinale Isidoro Verga, si sono occupate dell’educazione dei bambini per circa cento anni poi, dopo la chiusura della struttura, sono arrivati i religiosi figli di sant’Anna ramo maschile del medesimo istituto, per poi accogliere le suore contemplative adoratrici perpetue.

Confido nella disponibilità della madre Generale Suor Anna Rita Caiaffa che sono certo non lascerà Bassano in Teverina priva di una presenza cosi importante per la nostra comunità che, mentre continuerà a serbare un fervido ricordo di Suor Anna Maria Virginia da poco scomparsa, ringrazia di vero Cuore suor Anna Rosaria De Simone e suor Anna Rosaria Madonia per il prezioso operare in favore della nostra comunità.

La loro è stata negli anni una presenza attenta silenziosa disponibile generosa. A loro giungano i nostri migliori auguri per il proseguimento della loro missione ecclesiale”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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