Dopo 52 anni nuova vita per l’ex cantina didattica di Bagnoregio, nascerà un parco, un centro mostre ed eventi e un parcheggio interrato
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BAGNOREGIO - "Molti ci hanno detto che non ce l’avremmo fatta invece eccoci i lavori sono partiti e restituiremo a Bagnoregio un luogo importante".

BAGNOREGIO – Al via i lavori di demolizione della ex cantina didattica al Belvedere di Bagnoregio. Un progetto di riqualificazione di una cubatura importante mai completata nel progetto iniziale che prevedeva di ospitare una cantina didattica a servizio dell’Istituto Agrario Agosti.
Dopo 52 anni quell’incompiuta sarà demolita e restituita, con un progetto di grande funzionalità, all’accoglienza turistica e ai cittadini.

“Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto nel settembre 2019 – dichiara il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -.Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata ma ho sempre pensato che a volte le cose sembrano impossibili soltanto perché metterci le mani significa anche rischiare di fallire.

Molti ci hanno detto che non ce l’avremmo fatta invece eccoci i lavori sono partiti e restituiremo a Bagnoregio un luogo importante e strategico anche per migliorare la nostra accoglienza turistica”.

Il progetto prevede la demolizione parziale della struttura esistente con la realizzazione di un parcheggio interrato e il recupero dell’area a parco. Al centro una cubatura ridotta al 30-40% di quella attuale servirà a ospitare un museo capace di raccontare l’essenza del territorio di Civita, costruendo grazie alla tecnologia un legame tra il passato e il futuro. Nascerà inoltre uno spazio espositivo per ospitare mostre di qualità, una sala studio per i ragazzi e un luogo per piccole conferenze.

Lo stesso parco sarà fruibile da cittadini e turisti e diventerà location di iniziative ed eventi culturali: incontri, reading, spettacoli musicali e iniziative con i ragazzi.

L’operazione permette di riqualificare una porzione di territorio di altissimo pregio, vista la vicinanza a Civita, e renderla funzionale agli importanti flussi turistici che interessano il borgo sempre più noto a livello nazionale e internazionale.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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