
VITERBO – Dopo 34 anni ha chiuso i battenti Oceano Blu. Non è esagerato definire questa attività un pezzo di storia della città che sparisce. Negli anni Simone Grossi, il titolare, e il suo staff hanno cambiato la sede dell’attività alcune volte; sempre arrivando nei vari quartieri portando bellezza, gentilezza e un punto di riferimento per gli appassionati del mondo dell’acquario.
Prima via Montebello, poi La Quercia e infine via Lega dei Dodici Popoli a Santa Barbara. Un paio di costanti: locali molto belli e grande preparazione e capacità di dare i consigli giusti ai neofiti ma anche a chi è già esperto.
Oceano Blu ha chiuso definitivamente a fine dicembre. Simone Grossi ha voluto salutare tutto quel mondo che negli anni è nato intorno a questo negozio con un messaggio che evidenzia le difficoltà dei nostri tempi per chi sta nel commercio. Abbiamo deciso di pubblicarlo per rendere omaggio a un imprenditore capace e coraggioso che ha rappresentato un punto di riferimento, che mancherà, per tanti viterbesi e persone della provincia. Ma anche per mettere sul tavolo dell’opinione pubblica un pezzo di verità importante e di riflessione consapevole e intelligente utile per contrastare certe narrative farisee che vengono attivate spesso (con secondi e terzi fini) quando ci troviamo di fronte ad attività che chiudono, soprattutto il discorso vale per il centro storico.
“E’ arrivato il giorno buio – scrive Simone Grossi –. Un giorno molto triste per noi, dopo 34 anni di onorata carriera, Oceano Blu chiude. Noi che abbiamo cominciato nel lontano 1991, abbiamo visto bene i cambiamenti della società e le abitudini dei consumatori, abbiamo avuto decenni gloriosi, ma da dopo il Covid le cose sono andate sempre peggiorando.
Ormai la tecnologia e i social hanno fagocitato il sempre più raro tempo libero di ciascuno, deviato gli interessi, hanno fatto precipitare tutti in un mondo effimero, fatto di acquisti online, consegne a domicilio, hanno fatto perdere il piacere del contatto umano, in virtù di un risparmio di tempo e denaro figlio dell’insaziabile desiderio di “avere” della società attuale.
Purtroppo si è perso sempre più nel tempo il ricambio generazionale, il flusso di nuovi giovani appassionati, oggi, quei pochi che ci sono, sempre più poveri come tutti noi, preferiscono ordinare online. Moda? Necessità? Non lo sappiamo; vediamo solo che sempre meno persone entrano in negozio e senza un flusso continuo di incassi è impossibile gestire un negozio e un’azienda all’ingrosso con i loro costi mostruosi fatti di spese fisse sempre più alte, di margini di guadagno sempre più bassi e una pressione fiscale insostenibile.
In zona poi siamo stati invasi da una concorrenza fatta di catena di mega pet shop, con negozi immensi, aperti sette giorni su sette e a orario continuato. Negozi situati in luoghi strategici: centri commerciali, luoghi frequentatissimi. Sono loro a calamitare tutto e tutti ormai. Per i piccoli non c’è speranza, lo sanno bene i vecchi negozi di alimentari di quartiere, man mano spariti con l’arrivo dei supermercati. Oggi come allora questo genere di nuova crisi sta decimando e decimerà molte attività.
“Ma anche voi vendete on line, e allora?”. Dirà certamente qualcuno. Questo è vero e aggiungo anche con risultati lusinghieri, ma non è sufficiente a tenere in piedi l’attività. Le vendite online di pesci tropicali comportano dei costi eccezionali tra imballi e trasporti, e anche in questo caso, il margine di utile aziendale non è più sufficiente.
Noi non possiamo cambiare il mondo, e per questo, prima che sia troppo tardi abbiamo preso questa triste decisione. Vogliamo prima di andarcene definitivamente però, ringraziare di cuore tutti i nostri fedeli amici, che sul piano commerciale e umano ci sono stati vicino, ci stimano e ci vogliono bene. E’ stato bellissimo”.


















