Dopo 24 anni insieme Massimiliano e Maurizio si sono sposati
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Michelini ha celebrato la prima unione civile del capoluogo fra persone dello stesso sesso. "Fui uno dei primi a sostenere la coppie di fatto"

Grande festa questa mattina a Viterbo per la prima unione civile del Comune. Protagonisti della giornata Massimiliano Di Giampietro e Maurizio Rumori, che dopo 24 anni insieme hanno finalmente potuto coronare il loro sogno e sposarsi nella sala delle bandiere di Palazzo dei Priori.

Il sindaco Michelini ha officiato la cerimonia con grande soddisfazione personale, visto che con questo gesto entra nella storia della città come il primo a celebrare un unione civile con una coppia dello stesso sesso.

“A suo tempo – ha detto Michelini – sono stato tra i primi sindaci a sostenere con convinzione l’istituzione del registro delle coppie di fatto. Viterbo è stata tra le prime città a sostenere questo diritto. Il diritto di scegliere liberamente con chi condividere la propria vita. Ma fino a qualche mese fa si era ancora un po’ zoppi a livello normativo. La nuova  legge  ha finalmente riconosciuto questo diritto alla libertà di scegliere. Sono felice di aver ufficializzato e legittimato un legame tra due persone che si amano e si rispettano da oltre venti anni, ma anche per aver contribuito ad aumentare il grado di civiltà di questa città e dell’Italia. Un Paese con più diritti è un Paese più ricco e con più coscienza sociale”.

Tanti i presenti all’evento fra parenti e amici, ma anche qualche curioso che fuori da Palazzo dei Priori ha potuto assistere a questo primo evento per Viterbo, il terzo ormai nella Tuscia. I primi sono stati Pietro e Ivaylo a Civita Castellana, che al termine della cerimonia hanno anche ricevuto gli auguri della senatrice Cirinnà, autrice della legge che gli ha permesso di unirsi civilmente.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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