"Donne, sicurezza, legalità", un incontro sul fare impresa al femminile
donne in campo
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VITERBO- Si è svolto il 14 maggio - Sostenuto dalla regione Lazio e organizzato da Noidonne TrePuntoZero

VITERBO-Si è svolta venerdì 14 maggio on line in diretta Facebook dalla pagina di Noidonnegiornale la tappa viterbese del progetto “Donne, Sicurezza, Legalità” sostenuto dalla Regione Lazio e organizzato da Noidonne TrePuntoZero con un ciclo di incontri e varie testimonianze da tutte le province.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di accendere una luce di riflessione nel territorio della Tuscia, mettendo al centro del dibattito la specificità del fare impresa al femminile. 

E’ stato un “viaggio” di scambio e condivisione quello che ha fatto incontrare i e le partecipanti al fine di provare a definire nuovi punti di vista su elementi quali: il rapporto territorio ed ambiente per uno sviluppo sostenibile; la legalità e la sicurezza come collante di tenuta della comunità; la sicurezza nel lavoro e nello sviluppo di impresa che significa autonomia, sociale ed economica soprattutto per le donne.

La declinazione di questi elementi, ha evidenziato come, la Tuscia, pur sembrando ad un primo sguardo, un territorio poco dinamico, con vocazioni tradizionali e forse una limitata motivazione all’innovazione risulta invece, se analizzata da prospettive differenti quali anche quelle delle donne, essere un contesto che può offrire sorprese e testimonianze di buone pratiche  come  dimostra l’esperienza dello sportello delle persone vittime di reato appena inaugurato presso la sede della provincia di Viterbo.

Processo culturale, necessità di cambiamento e responsabilità anche delle donne nella modifica dei linguaggi della comunicazione e della narrazione della condizione femminile nei diversi contesti, possono rappresentare la strada da intraprendere per permettere il passaggio da una dimensione macro ad una micro di impegno sociale ed individuale che può e deve divenire collettivo.

Ulteriore elemento di riflessione comune sul quale si sono soffermati i relatori è rappresentato dalla “rete” intesa come concreto strumento di pratica quotidiana verso lo scambio fra istituzioni, imprese, associazioni, mondo della cooperazione.

Si ringraziano i partecipanti: Francesco Monzillo, segretario generale camera di commercio di Viterbo Donne e territorio; Federica Ghitarrari, dirigente Camera di commercio di Viterbo; La resilienza delle imprese femminili e l’attenzione alla ripartenza; Paola Conti, magistrata tribunale di Viterbo; Fenomeni emergenti e tendenze nel rapporto donne, sicurezza, legalità; Simona Fiorucci, cooperativa sociale Arcadia Tarquinia; Fare impresa sociale, testimonianza. Ha moderato l’incontro Patrizia Germini. 

Tutti i materiali dell’incontro e del progetto, le interviste ai testimoni delle reti territoriali, le registrazioni video delle tavole rotonde possono essere visionati nel sito www.noidonne.org

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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