Donna lo lascia dopo varie violenze subite e lui inizia a minacciarla, braccialetto elettronico per 50enne viterbese
Foto polizia
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VITERBO - I due hanno iniziato la scorsa estate una convivenza nell’abitazione dell’uomo che, spesso in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ha messo in atto ripetute condotte violente.

VITERBO – Nel pomeriggio dello scorso 16 febbraio gli uomini della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Viterbo hanno eseguito l’ordinanza del Tribunale di Viterbo della misura cautelare del Divieto di Avvicinamento nei confronti di un 50enne viterbese con precedenti di polizia, resosi responsabile di maltrattamenti in danno della convivente, già sottoposto nell’ottobre 2023 per gli stessi fatti alla misura di prevenzione dell’Ammonimento del Questore.

I due hanno iniziato la scorsa estate una convivenza nell’abitazione dell’uomo che, spesso in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, fin da subito ha messo in atto ripetute condotte violente nei confronti della donna.

Alla fine del mese di ottobre, a seguito dell’ennesima aggressione, la ragazza ha chiesto sul Numero Unico di Emergenza 112 l’intervento di un equipaggio della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che, immediatamente sul posto, ha messo in sicurezza la vittima che ha lasciato l’abitazione. Dopo il grave episodio di violenza che ha provocato l’emissione del provvedimento questorile, la donna è tornata a convivere con l’uomo, ma in breve tempo sono ricominciati i maltrattamenti fino all’inizio del mese scorso quando la stessa, esasperata, ha deciso di troncare definitivamente la relazione.

Da quel momento il 50enne ha iniziato a minacciare la donna in maniera sempre più violenta, fino a quando la stessa ha deciso di denunciarlo. Dopo una rapida indagine della Squadra Mobile di Viterbo su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti dell’indagato.

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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