Donata una nuova autoemoteca alla Asl di Viterbo
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Nel cortile di Palazzo dei Priori, è avvenuta la consegna di una nuova autoemoteca donata dalla sezione provinciale dell’Avis alla Asl di Viterbo. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente provinciale dei donatori di sangue, Diego Biffaroni, il direttore generale dell’azienda sanitaria, Daniela Donetti, il prefetto Giovanni Bruno, il sindaco Leonardo Michelini, il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli e i rappresentanti delle sezioni comunali Avis della Tuscia, presenti in piazza con i loro labari.

Nel cortile di Palazzo dei Priori, è avvenuta la consegna di una nuova autoemoteca donata dalla sezione provinciale dell’Avis alla Asl di Viterbo. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente provinciale dei donatori di sangue, Diego Biffaroni, il direttore generale dell’azienda sanitaria, Daniela Donetti, il prefetto Giovanni Bruno, il sindaco Leonardo Michelini, il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli e i rappresentanti delle sezioni comunali Avis della Tuscia, presenti in piazza con i loro labari.

L’autoemoteca donata, dal valore di circa 150mila euro, è un veicolo speciale, realizzato su meccanica Fiat Ducato, ed è suddivisa in due spazi distinti e separati, ma comunicanti tra di loro: la sala visite pre donazione e la sala donazione. Nella prima, il medico può gestire sia tutta l’attività anamnestica, sia effettuare la visita su un grande e comodo lettino. Nella seconda sono state allestite tre confortevoli poltrone elettriche (dedicate ed omologate per la donazione del sangue), e resi disponibili tutti gli accessori e gli arredi necessari allo staff medico e paramedico per la raccolta del sangue.

All’interno di ognuna delle sale sono stati ricavati degli spazi per lo stivaggio dei materiali e per il contenimento dei rifiuti speciali. “L’autoemoteca che, da oggi, è stata messa a nostra disposizione da parte
dell’Avis provinciale – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – è un presidio sanitario mobile determinante per la nostra azienda, perché ci consentirà di essere autonomi e più efficaci nel favorire la raccolta di sangue in tutti i comuni della Tuscia, in particolar modo, in quelli nei quali non è presente un centro prelievi. Grazie, e soprattutto, all’impegno e alla presenza dei tantissimi avisini nel territorio, la nostra provincia, negli anni, si è confermata come uno dei punti di eccellenza a livello regionale per quanto riguarda la donazione del sangue. Basti pensare che la media di donatori nel Viterbese è di 47 su
mille, contro il 42 su mille registrati su scala nazionale e che la nostra Azienda ogni anno raggiunge, e supera abbondantemente, il livello di autosufficienza di fabbisogno di sangue indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, garantendo addirittura una compensazione regionale ed essendo spesso di supporto alle altre aziende
ospedaliere del Lazio. Sono risultati importanti che abbiamo raggiunto insieme.

Per questo un grazie di cuore a tutti i donatori di sangue della nostra provincia e al loro spirito di vicinanza e di sostegno fattivo nei confronti dei malati che, ogni giorno, si rivolgono alle nostre strutture ospedaliere”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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