Don Antonio Mazzi live a Viterbo con 'Il grande albero'
Don Antonio Mazzi, presidente Fondazione Exodus
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Sarà un venerdì difficile da gestire perché qualche centinaia di posti a sedere non saranno sufficienti a raccogliere il pubblico che può richiamare un uomo come don Antonio Mazzi e uno spettacolo come 'Il Grande Albero'.

Una roba destinata a “sbancare”, nel senso che non ci sarà un millimetro di posto neanche per far cadere uno spillo. Don Antonio Mazzi a Viterbo, questa è già una notizia. Poi viene il resto ed è qualcosa di molto grande ma non solo perché si chiama ‘Il Grande Albero’.

Avete figli? Venite. Pensate di volere figli in un futuro prossimo o remoto? Venite. Siete figli? Andate. Uno spettacolo di poesia e emozioni, presentato da Associazione Juppiter con il comune di Viterbo, Assessorato alla Cultura. L’appuntamento è per venerdì 8 gennaio, ore 21, all’Auditorium dell’Università della Tuscia di Santa Maria in Gradi.

Gli interventi dal vivo di don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, saranno alternati da canti, danze e immagini. ‘Il Grande Albero’ di Juppiter, che nasce da una delle parabole del fondatore della comunità Exodus, rimanda alla metafora del giovane che inseguendo i propri sogni arriva a buttare giù la casa paterna. Don Antonio si rivolge principalmente e direttamente ai genitori, concentrando l’attenzione sulla crescita dei figli, sul periodo dell’adolescenza per “piantare” le proprie radici.

Musiche e danze sono affidati ai ragazzi di Juppiter, la struttura locale di Exodus. ‘Il Grande Albero’ è uno spettacolo che ha girato in lungo e largo l’Italia. E’ stato scelto per i festeggiamenti dell’ottantesimo anniversario di Famiglia Cristiana ed è andato in scena ad Alba, per i cento anni dalla fondazione della Società San Paolo e i 130 anni dall’affido della Gazzetta di Alba al Beato Giacomo Alberione. Nel tour anche l’Ara Pacis di Roma, Verona, la Sicilia e tanti altri posti.

La serata di venerdì vuole essere una grande festa di Juppiter e di Exodus, al lavoro quotidianamente su quattro “ruote”: la musica, lo sport, il teatro e il volontariato.

L’ingresso è gratuito ma è necessario mettersi in lista all’indirizzo info@juppiter.it o chiamando al numero 3316630123 (Stefania). Lo spettacolo sarà tradotto in Lis (Lingua Italiana dei Segni).

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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