Domenica macabra in strada Novepani. E' strage di cuccioli e caccia alla "bestia"
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Strage di cuccioli a due passi dal canile di Bagnaia. E' caccia alla bestia che ha prima tentato di annegare 20 cuccioli, gettandoli poi nei rifiuti di strada Novepani.

Cucciolata di cani gettati nell’immondizia, è scandalo. La rete si mobilita per trovare i colpevoli. Domenica macabra in strada Novepani. Una coppia, recandosi a buttare i rifiuti, è stata protagonista di una terribile scoperta. Ci troviamo in una traversa di strada Romana, sopra Bagnaia. Qui una busta di plastica nera conteneva un’intera cucciolata di cagnolini bianchi e neri. Zuppi e gelidi, in gran parte già privi di vita. 20 in totale ma solo 6 ancora respiranti, dopo poco ne è morto un altro.

Chi li ha gettati nel cassonetto aveva cercato prima di affogarli. E’ scattata una vera e propria indagine via web, che sta coinvolgendo diverse persone. Si cerca un cane di taglia medio/grande, di colore nero. In pratica si cerca la madre, perché il proprietario di questa è la vera bestia a cui danno la caccia.

Altri indizi sono: il parto nelle vigne (perché nel sacco sono stati trovati dei tralci di vite); il parto si è verificato nelle ultime 24-48 ore; raggio battutto 5/10 chilometri, ritenendo impossibile che chi se ne è voluto sbarazzare lo abbia fatto percorrendo grandi distanze.

Il gruppo di “cacciatori” della bestia sta effettuando chiamate ai veterinari viterbesi, per vedere se è stato visitato un cane che ha partorito di recente e che risponde alle caratteristiche indicate di taglia e colore. A due passi dal luogo del ritrovamento il canile di Bagnaia. I cuccioli ancora in vita sono stati portati al canile ”La Quercia Rossa” di Grotte Santo Stefano. La speranza ora è che qualcuno adotti i cuccioli sopravvissuti. Bisognerà comunque aspettare quaranta giorni perché i cuccioli siano svezzati. 

Per informazioni contattare il canile La Quercia Rossa ai numeri 0761367656 e 3493230088.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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