"DNA", dieci adolescenti in scena contro il bullismo
DNA
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Il testo di Kelly non mette in scena il bullismo come atto isolato, ma ne indaga i meccanismi psicologici e sociali: la pressione del gruppo, il bisogno di appartenenza, l’assenza di empatia, l’interesse personale che prevale sulla responsabilità.

VITERBO – Venerdì 6 febbraio, Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo. Il Comune di Viterbo promuove per l’occasione lo spettacolo Dna al Teatro San Leonardo e coinvolge le classi terze delle scuole secondarie di primo grado. Lo spettacolo, che avrà inizio alle ore 10 e che vede il patrocinio della Provincia di Viterbo e dell’Università degli Studi della Tuscia, è tratto dal celebre testo di Dennis Kelly, con traduzione di Monica Nappo e regia di Valentina Cognatti, prodotto da Margot Theatre Company.

Il testo di Kelly non mette in scena il bullismo come atto isolato, ma ne indaga i meccanismi psicologici e sociali: la pressione del gruppo, il bisogno di appartenenza, l’assenza di empatia, l’interesse personale che prevale sulla responsabilità. I personaggi sono adolescenti qualunque, riconoscibili, vicini allo spettatore, e proprio per questo disturbanti. Non c’è giudizio morale esplicito, ma una lucida esposizione dei fatti e delle loro conseguenze. In DNA l’adolescenza appare come un territorio già segnato da frustrazione e inadeguatezza, un’età in cui la violenza e l’indifferenza diventano risposte a un profondo senso di vuoto. Lo spettacolo non offre soluzioni né risposte definitive, ma apre uno spazio di riflessione sul valore della vita, propria e altrui, e sulla responsabilità individuale all’interno delle dinamiche collettive.

“La Giornata mondiale contro il bullismo – sottolinea l’assessore alle politiche sociali e all’educazione Rosanna Giliberto – rappresenta un momento di richiamo all’impegno delle istituzioni nel promuovere politiche educative e sociali orientate alla prevenzione, al rispetto e alla tutela dei minori. Contrastare il bullismo significa rafforzare i percorsi di educazione alla responsabilità, al dialogo e alla convivenza civile, anche attraverso nuovi linguaggi come quello teatrale. L’amministrazione comunale rinnova il proprio impegno nel sostenere azioni strutturate e continuative a favore del benessere delle giovani generazioni e della costruzione di una comunità più inclusiva e consapevole”.

“L’assessorato alla capitale europea della cultura – prosegue l’assessore Alfonso Antoniozzi – sostiene convintamente lo spettacolo contro il bullismo in programma al Teatro San Leonardo: il teatro è uno spazio di coscienza civile prima ancora che di rappresentazione. Parlare ai più giovani attraverso la scena significa affrontare il disagio senza retorica, dando voce a ciò che spesso resta taciuto. La cultura, quando è viva, diventa uno strumento concreto di responsabilità collettiva e di crescita per tutta la comunità”. In linea con le parole degli assessori Giliberto e Antoniozzi, la consigliera comunale delegata alle nuove generazioni Francesca Pietrangeli, che aggiunge: “Lo spettacolo non offre soluzioni facili, ma pone domande profonde sul senso di colpa, sul vuoto emotivo e sulle scelte individuali. Iniziative come questa sono fondamentali per aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere i meccanismi del bullismo e a sviluppare consapevolezza e responsabilità, a comprendere a fondo quanto ogni nostro gesto, azione, parola hanno valore. E l’intenzione dietro ogni nostra parola, gesto o omissione è ciò che fa la differenza. Questo intenso spettacolo teatrale messo in scena proprio nella giornata mondiale contro il bullismo e il cyber bullismo conferma il valore del teatro come spazio educativo, catartico e civile, capace di parlare ai giovani con un linguaggio diretto e autentico, stimolando un confronto necessario su temi che riguardano l’intera comunità”.

L’evento è realizzato con il contributo dell’assessorato alla Capitale europea della Cultura e di quello alle politiche sociali e all’educazione.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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