Divieto di fumare nei parchi viterbesi, si comincia dal giardino di Porta della Verità
Foto parco Lubich
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VITERBO - L’idea nasce dalla collaborazione con l’associazione Kiss Against Cancer di Marta Schirripa ed è coordinata dal Consigliere delegato Federico Tonnicchi.

VITERBO – Liberare i parchi cittadini dal fumo di sigaretta. Questa una delle azioni messa in agenda dall’amministrazione Frontini. 

“Iniziamo dal giardino “Chiara Lubich”, il parco dentro Porta della Verità, dove i bambini potranno giocare lontani dalle cattive abitudini dei grandi. I bambini costituiscono infatti un terzo della percentuale di fumatori passivi, che nei bambini è una delle cause primarie delle malattie respiratorie (come l’asma) ed è importante prevenire le cattive abitudini, promuovendo stili di vita sani”. Così il sindaco Chiara Frontini.

L’idea nasce dalla collaborazione con l’associazione Kiss Against Cancer di Marta Schirripa ed è coordinata dal Consigliere delegato Federico Tonnicchi.

Nei prossimi giorni sarà installata una cartellonistica informativa che sensibilizzi alla promozione della salute e del benessere per tutte le età.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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