
La Regione Lazio alza l’asticella dell’assistenza per chi soffre di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. È stato presentato un nuovo modello sanitario che mette al centro il paziente, nella sua interezza, fisica ed emotiva, con l’obiettivo dichiarato di non lasciare nessuno solo in un percorso spesso invisibile ma devastante.
Il progetto si fonda su una rete integrata di servizi, un ecosistema sanitario che connette ospedali, centri specialistici e ambulatori territoriali, rafforzando i percorsi di diagnosi precoce, trattamento e riabilitazione. Particolare attenzione è rivolta ai giovani, spesso i più colpiti ma anche i meno propensi a chiedere aiuto.
Il nuovo modello prevede ambulatori multidisciplinari, dove lavorano fianco a fianco medici, psicologi, nutrizionisti e psichiatri. L’approccio non è più solo clinico, ma biopsicosociale: si guarda alla persona nella sua complessità, con programmi che affiancano il supporto psicologico a quello nutrizionale e familiare. Un cambio di passo necessario in una regione che, come il resto d’Italia, ha visto negli ultimi anni crescere il numero di diagnosi, soprattutto tra adolescenti.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato la volontà politica di trasformare le parole in azioni: “Vogliamo che nessuno si senta solo di fronte a una malattia che colpisce corpo e mente. Puntiamo a costruire una rete solida, fatta di servizi accessibili, centri dedicati e professionisti qualificati, perché la salute mentale e il benessere psicologico siano una priorità reale, non solo dichiarata”.


















