
Cosa sta accadendo all’interno del Pd viterbese? Gli animi risultano piuttosto agitati, dopo l’assemblea dell’unione comunale del partito dello scorso giovedì. Abbiamo intervistato uno dei protagonisti, Sandro Mancinelli (renziano di rito serriano). Dopo l’esperienza dell’assemblea dell’unione comunale il suo pensiero può essere riassunto così: “Questo Pd non è un partito, è un votificio”.
Cosa è successo giovedì sera?
“C’è stata un’assemblea dell’unione comunale del Pd convocata con un ordine del giorno unico ma chilometrico. Una riunione breve e un po’ agitata. Poi non ho capito bene, mi dicono ci sia stato un voto a maggioranza. Insomma …”
Le risulta questo voto? Dicono che in tanti erano fuori e non c’era il numero legale, è vero?
“Guardi in quel momento ero fuori. Non ho capito bene, non so dire se c’era il numero. Stai a vedere numero legale e non numero legale. Stiamo ragionando su come impostare il bilancio, la verità è che siamo arrivati tardi a discuterne nel partito”.
Perché ne avete discusso solo adesso?
“Lo dovete dire al segretario Stefano Calcagnini. Pensare di aprire e chiudere la discussione nello stesso momento è stato un qualcosa di particolare. Invocano il metodo Renzi, ma questo presuppone un partito che discute. Se pensano di risolvere la questione a una conta è discutibile. Quei sei-sette intervenuti, in sede di assemblea, non erano proprio d’accordo col documento presentato. Poi qualche altro non è potuto neanche intervenire. I toni del segretario inoltre sono stati da caporale di giornata. Il Pd non è questo. Il Pd di Renzi e il Pd di Calcagnini non sono proprio la stessa cosa. Se il partito non trova tempo per discutere il bilancio nei circoli e pensa di risolvere tutto in mezz’ora … questo non è un partito, è un votificio”.
Cosa non le è piaciuto?
“C’è stata pochissima e brevissima discussione. E’ la prima volta che facciamo un bilancio come forza di governo. Prima di chiedere aumenti Tasi e Irpef, insomma ulteriori tributi ai cittadini, bisogna capire se tutti gli sprechi realizzati in venti anni dal malgoverno di centrodestra l’abbiamo ripuliti davvero. Eliminiamo sprechi e le inefficienze. Su un bilancio di 800milioni non ci credo che non si possa razionalizzare. Francigena, per esempio, costa 8 milioni. Solo spegnendo la luce quando si cambia stanza negli uffici comunali risparmieremmo 50mila euro. Consumiamo tanta energia elettrica. Gli impianti di riscaldamento, nelle scuole, vanno ancora con le caldaie a gasolio. Le farmacie comunali perdono. A noi c’hanno votato per cambiare, questo dovrebbe essere più chiaro”.
Dicono dei “serriani” che siete componente minoritaria e marginale del partito.
“Questi conti hanno a che fare con la legge di gravità. Io in fisica prendevo sempre 4, parliamo di politica. Se hanno pensato di risolvere la situazione in questi termini, vorrei sottolineare che le bocciofile fanno diversamente. Quando aumentano le quote sociali sentono un po’ tutti, vedono se è il caso. Calcagnini ha impostato male la cosa. Dovevamo iniziare a discutere a marzo/aprile. Quel documento che hanno presentato non dice nemmeno niente. Non si viene in assemblea con un documento che nessuno conosce, lo leggi e poi dai 5 minuti a testa per intervenire. Gli serviva un timbro per dire “questo è il mandato imperativo del partito, chi non ci sta sta fuori”. Tutto qua”.
C’è rischio che Serra e altri consiglieri non votino?
“No, non lo so. Il partito la discussione non l’ha fatta, la farà il gruppo. Il partito doveva aiutare il gruppo a fare le scelte, non l’ha fatto. Sentiranno anche il sindaco…”
Modello Renzi o modello Luigi XIV (re sole)?
“Il metodo c’è quando produci qualcosa di utile. Quello visto è lo scimmiottamento di un metodo”.
Vabbè, parliamo di contenuti. Cosa andrete a fare con questo bilancio?
“Non lo so. Il documento dice poco o nulla. La prima operazione che farei è ridurre tutte le spese prima di pensare a ulteriori tributi”.
I circoli territoriali quanto sono coinvolti?
Per niente”.
Aboliteli!?
“Bisogna aprirli e farli funzionare. C’erano mille modi per aprire una discussione, non bisognava chiuderla. Quella roba vista all’assemblea del partito serviva a chiuderla”.


















