Discussione bilancio - Il Pd è uno "scannatoro". Assedio dei consiglieri sulla Ciambella
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La discussione sul bilancio 2014 manda in delirio il Partito Democratico. Situazione tesa in via Polidori, i consiglieri delle frazioni esplodono, Serra e Mancinelli incalzano l'assessore Ciambella e il segretario Calcagnini.

L’assemblea dell’unione comunale del Partito Democratico, aperta ai consiglieri, per discutere del bilancio si è trasformata in uno “scannatoro” politico. L’appuntamento, convocato per le 18, si è protratto oltre le 21 con i consiglieri comunali e il capogruppo Francesco Serra che hanno cinto d’assedio l’assessore Luisa Ciambella.

 

Sarebbe stato divertente esserci. Dice che ne sono volate di grosse, tra un imbarazzo ingombrante e voglia di forzare la mano per avere un voto d’approvazione. Al centro del tavolo Luisa Ciambella, la compilatrice del documento di bilancio, e Stefano Calcagnini, segretario dell’unione comunale del Pd. Tutti intorno, stipati nelle piccole stanze di via Polidori,  i componenti dell’assemblea del partito e i consiglieri comunali. Proprio questi ultimi si sono presentati all’appuntamento con la polvere da sparo in tasca.

 

I consiglieri delle frazioni i più esplosivi: Martina Minchella, Augusta Boco, Marco Volpi, Arduino Troili, Melissa Mongiardo. A loro si unisce Alessandra Troncarelli. Dinamitardo il capogruppo Francesco Serra: “Io sono il capogruppo del Pd in Comune, siamo arrivati al 10 luglio e per me il bilancio, a oggi, sono solo tante belle parole. Non ci avete fatto vedere un numero”. A mettere il carico da dieci è Sandro Mancinelli: “Voi non siete in grado di tenere in mano il partito”. Poi c’è il segretario del circolo unico di Viterbo Carlo Mancini che chiede la parola più volte, ma gli viene negata. Fa mettere tutto a verbale e se ne va.

 

La situazione diventa veramente incandescente, con gente che abbandona la stanza prima del voto. In una qualche maniera si arriva a una votazione “forfettaria”. Domani l’assessore Ciambella dovrà affrontare l’incontro con i consiglieri comunali. Già stasera è stata dura …

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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