Discarica Monterazzano, il 44% di rifiuti conferiti all'anno viene da Rieti e nord Roma. 5 Stelle: "Michelini fermi tutto"
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Basta con il conferimento nella discarica di Monterazzano dei rifiuti di Rieti e di diversi comuni dell'area a nord di Roma. L'argomento è di grande rilevanza e il Movimento Cinque Stelle torna ad accendere i fari sulla situazione

Basta con il conferimento nella discarica di Monterazzano dei rifiuti di Rieti e di diversi comuni dell’area a nord di Roma. L’argomento è di grande rilevanza e il Movimento Cinque Stelle torna ad accendere i fari sulla situazione. Lo fa chiamando in causa il sindaco Leonardo Michelini, che nel 2015 ha incassato l’approvazione da parte del consiglio di un ordine del giorno dove si indicava di porre fine ai rifiuti reatini nel Viterbese.

“La situazione emergenziale del trattamento rifiuti sembra andare verso una normalizzazione, ma rimane il grave problema del conferimento presso Monterazzano da parte di Comuni esterni – così i pentastellati -.

Secondo quanto riferito dall’assessore Tofani in seconda commissione l’entrata in funzione di un sistema di trattamento mobile presso il sito di Monterazzano renderà possibile gestire le operazioni di pretrattamento dei rifiuti in loco, come avveniva prima dell’emergenza, quindi senza ulteriori costi aggiuntivi.

Non è ancora chiaro invece a chi spetterà invece l’onere dell’aumento della tariffa per i mesi di giugno e luglio, anche se a linea della giunta, appresa tramite le parole dell’assessore, sembrerebbe seguire i nostri suggerimenti, dati nella stessa sede la scorsa settimana, richiedendo che i costi aggiuntivi non ricadano sui comuni conferitori, e quindi sui cittadini.

Come rimarcato dal nostro portavoce è però necessario riportare all’attenzione della Regione che Viterbo non può più farsi carico del conferimento presso la discarica di Monterazzano dei rifiuti di Rieti e provincia e di alcuni comuni della provincia nord di Roma che pesano sul totale annuo presso la discarica per più del 44%, secondo dati da noi forniti già due anni fa.

Tale anomala situazione comporta un riempimento dei siti della discarica e la necessità di ampliare i lotti della stessa con tempi ben inferiori a quelli che sarebbero necessari se ne fruissero solo i comuni della provincia di Viterbo.

Sono anni che il Movimento 5 Stelle ha posto la questione, ma dobbiamo purtroppo constatare che a oggi nulla si è fatto in merito. Il sindaco Michelini ha infatti forse dimenticato che già nel 2015 il M5S fece approvare un ordine del giorno con cui il consiglio comunale gli dava mandato ad agire (anche per vie legali) al fine di interrompere il conferimento dei rifiuti provenienti dai comuni fuori provincia, ritenendo la discarica di Monterazzano prossima al riempimento anche a causa dei rifiuti esterni, ma noi no!

Che fine ha fatto quel documento? Lo ha forse trattato, come spesso avvenuto in occasioni simili e per lui “scomode”, come carta straccia per non disturbare troppo il presidente Zingaretti?
Eppure avrebbe avuto molte occasioni per parlargli, proprio qui a Viterbo, come ad esempio durante l’“inaugurazione” (non ricordiamo se la prima o la seconda…) del Teatro dell’Unione.

Sorriso (amaro) a parte, chiediamo di nuovo al sindaco di Viterbo di portare avanti le giuste istanze del proprio territorio, come da mandato istituzionale, a tutela degli interessi dei propri concittadini. Speriamo non sia… sperare troppo!

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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