
VITERBO – I cinghiali sono diventati “i signori” delle notti viterbesi. Li puoi incontrare ovunque, anche davanti al Teatro dell’Unione. Non stanno lì perché “cinghiali di arte e cultura” ma semplicemente a caccia di cibo.
La questione dell’emergenza cinghiali infatti è semplice ed è collegata a un aspetto: la gestione dei rifiuti. Il sistema di raccolta differenziata con piccoli mastelli è l’attrattore. La grande abbondanza di cibo di scarto umano che si trova nei rifiuti, a portata di zanna, è il motivo per cui stanno infestando strade e piazze cittadine. Complici anche i tanti cittadini che continuano a fare finta di niente e non hanno ancorato i mastelli a muri e ringhiere. Qualcuno in realtà l’ha fatto e ha evitato di svegliarsi ogni santa mattina e trovare lo spazio davanti casa pieno di rifiuti gettati a terra dai cinghiali.
La cosa che lascia perplessi è l’immobilismo del sindaco Chiara Frontini sulla vicenda. Anche lei “paralizzata” psicologicamente da un senso d’impotenza diffuso sulla materia a tutti i livelli. Invece basterebbe una bella ordinanza contenente l’obbligo per tutti di ancorare i mastelli, con relativa multa per chi vorrà fare orecchie da mercante. Un’ordinanza semplice, che produrrebbe effetti immediati. No cibo, no cinghiali; si potrebbe dire parafrasando un noto spot Martini con George Clooney. E di riflesso: “no ordinanza, no soluzione al problema cinghiali”.


















