Disastro cinghiali, basterebbe un'ordinanza che obbliga i cittadini ad ancorare i cassonetti
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VITERBO - I cinghiali sono diventati "i signori" delle notti viterbesi. Li puoi incontrare ovunque, anche davanti al Teatro dell'Unione. Non stanno lì perché "cinghiali di arte e cultura" ma semplicemente a caccia di cibo. 

VITERBO – I cinghiali sono diventati “i signori” delle notti viterbesi. Li puoi incontrare ovunque, anche davanti al Teatro dell’Unione. Non stanno lì perché “cinghiali di arte e cultura” ma semplicemente a caccia di cibo. 

La questione dell’emergenza cinghiali infatti è semplice ed è collegata a un aspetto: la gestione dei rifiuti. Il sistema di raccolta differenziata con piccoli mastelli è l’attrattore. La grande abbondanza di cibo di scarto umano che si trova nei rifiuti, a portata di zanna, è il motivo per cui stanno infestando strade e piazze cittadine. Complici anche i tanti cittadini che continuano a fare finta di niente e non hanno ancorato i mastelli a muri e ringhiere. Qualcuno in realtà l’ha fatto e ha evitato di svegliarsi ogni santa mattina e trovare lo spazio davanti casa pieno di rifiuti gettati a terra dai cinghiali. 

La cosa che lascia perplessi è l’immobilismo del sindaco Chiara Frontini sulla vicenda. Anche lei “paralizzata” psicologicamente da un senso d’impotenza diffuso sulla materia a tutti i livelli. Invece basterebbe una bella ordinanza contenente l’obbligo per tutti di ancorare i mastelli, con relativa multa per chi vorrà fare orecchie da mercante. Un’ordinanza semplice, che produrrebbe effetti immediati. No cibo, no cinghiali; si potrebbe dire parafrasando un noto spot Martini con George Clooney. E di riflesso: “no ordinanza, no soluzione al problema cinghiali”. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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