Disagi Cotral: sulle soluzioni c'è tanto fumo, ma nessun arrosto
Cotral-2
800 Monastero
Tavola rotonda ieri in Provincia per discutere le soluzioni relative ai problemi della Cotral, ma la vera fine sembra ancora lontana

Una sala gremita quella di ieri alla Provincia di Viterbo, per discuter un problema che ultimamente sta tenendo banco non solo sui giornali, ma anche nelle piazze dei paesi e negli uffici di vari comuni: i problemi del servizio della Cotral, la società di trasporti del Lazio. C’erano svariati sindaci della Tuscia, associazioni studentesche, comitati di pendolari, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il presidente Mazzola e i vertici della società stessa, presenti più per spiegare il problema che non per promettere una soluzione.

Il problema

Tutto è iniziato a settembre, quando gli studenti sono tornati tra i banchi di scuola e ad affollare gli autobus blu della Cotral. Un aumento di lavoro di certo non imprevisto, visto che ogni anno a settembre le scuole riaprono i battenti, ma una situazione “penosa” del parco macchine della società di trasporti ha generato il panico. Alcune corse cancellate perché l’autobus si era rotto strada facendo, alcune rallentate dal fatto che i mezzi erano troppo carichi per proseguire, alcuni orari messi non proprio in coincidenza dell’uscita dei ragazzi di scuola. Se a questo si aggiunge il fatto che alcuni mezzi (cinque nell’ultimo mese) hanno preso fuoco, mentre altri sono in condizioni così decadenti da non poter essere messi su strada, ecco qui che il dipinto della crisi Cotral è bello che servito.

Il problema, come ha più volte sottolineato la dirigenza, è che la società non ha più comprato mezzi da Italia ’90 (26 anni fa) e quelli più vecchi sono allo stremo. Ma la liquidità per acquistarne di nuovi finora non c’è mai stata. A pagarne le conseguenze, comunque, sono i pendolari che fra un guasto e una cancellazione continuano comunque a pagare un abbonamento, senza la garanzia di poter arrivare in orario, o comunque arrivare, a destinazione.

La situazione si è poi acuita a partire dal 7 gennaio, quando la società ha implementato il nuovo orario che avrebbe dovuto ridurre i problemi dei pendolari, ma che invece non ha fatto che peggiorarli. Studenti e viaggiatori, infatti, nei giorni scorsi hanno lamentato la cancellazione di 200 corse, oltre al fatto che alcuni orario sembrano posizionati un po’ alla come viene, con il risultato che alcuni studenti per tornare a casa devono aspettare il bus per quasi un’ora.

Il meeting

Dopo le tante richieste di un incontro da parte dei sindaci della provincia, ieri si è procedute alla tavola rotonda in Provincia, dove la presidente Amalia Colaceci ha provato a spiegare il problema. Secondo la dirigenza, infatti, il nuovo dramma degli orario è dettato semplicemente da un dissenso di alcuni autisti, che “per la prima volta hanno avuto dei nuovi orario, con una riorganizzazione dei turni. A causa di questo dissenso alcune corse sono state soppresse, ma non sono mai state tagliate. Semplicemente è saltata la turnazione come era stata programmata, perché non sempre è stata seguita correttamente”.

Secondo i vertici, poi, alcuni problemi deriverebbero anche dalla troppa “autonomia” che i depositi locali hanno avuto negli ultimi anni. Si cita il caso di Corchiano, dove le corse erano gestite direttamente in loco e con i nuovi orario le vecchie corse non sono state riportate perché la Cotral (centrale) non sapeva di effettuarle. “Il servizio era in equilibrio, ma solo in apparenza”.

Per le soluzione a lungo termine, invece, tornano a far parlare di loro i tanti attesi nuovi autobus che la società dovrebbe acquistare entro l’anno. La presidente spara la cifra di 415 nuovi mezzi, quando fino a ieri pomeriggio anche Zingaretti parlava di 300. I primi 122 erano in primavera, ma fino ad allora i pendolari dovranno tenersi quelli “scassati” di sempre, pregando per arrivare a scuola o in ufficio.

La Colaceci, infine, ribadisce il suo concetto personale di società di trasporti dove “gli orari sono al servizio dei clienti e non degli autisti. Ai lavoratori dico che il modo di concepire la turnazione deve fare un passo avanti”. Siamo sicuri già da ora che gli autisti Cotral gradiranno poco questo ennesimo scaricabarili, sul quale si era tornati anche qualche giorno fa, visto che ieri dalla Cgil si annunciavano già i primi scioperi.

Poco soddisfatti per le risposte anche i sindaci e i comitati presenti, che comunque avvertono un problema e lo riportano alla società. Oltre agli orari, infatti, il problema del sovraffollamento dei mezzi persiste invariato. Gli studenti si lamentano del fatto che sono costretti a entrare più tardi e a uscire prima, se vogliono tornare a casa, con la conseguenza che ogni giorno si devono dare ai professori mille giustificazioni.

Le conclusioni

Se da una parte la Cotral ha tentato di giustificare i disagi di questi giorni, dall’altra gli utenti continuano a lamentarsi per questo e altri problemi che li attanagliano ogni giorno. A mettere un po’ di pace è arrivato il consigliere Panunzi, che accompagnato da una grande cartellina ricolma di segnalazioni, ha fatto notare alla società di trasporti come nella redazione del nuovo orario non siano minimamente stati coinvolti i sindaci, i soli che hanno il polso sulla situazione nei loro paesi.

A tal proposito Panunzi si è offerto di inviare il suo report personale ai sindaci della Tuscia, i quali gli indicheranno le criticità del servizio Cotral nella loro zona, in modo da avere una mappatura completa ed esaustiva da consegnare alla società e sulla quale costruire un orario più adatto alle esigenze dei viaggiatori.

I vertici dell’azienda, infine, fanno un piccolo mea culpa e ribadisco che per migliorare il servizio si deve cambiare l’azienda radicalmente ed è quello che cercano di fare. Dal 2019, ha infatti ricordato la Colaceci, l’azienda andrà sul mercato e dovrà sopravvivere con le sue solo forze, come qualsiasi altra azienda. Diventa quindi necessario rafforzare la Cotral e le sue capacità di modernizzazione del servizio.

Stati Generali 02 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
monastero interno
asvis 2
POST FB 02
Fune 300x300