Disabili, Michelini si difende: “Il Comune non c’entra”
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“Non è nostra competenza - ha risposto il sindaco Michelini - e non capisco cosa c’entriamo noi con l’assegno che è stato tolto. È un problema che non può interessare il Comune".

La questione dei 26 disabili rimasti senza assegno terapeutico approda in Consiglio comunale. Durante la seduta di martedì scorso il consigliere del Gal Sergio Insogna ha interrogato il sindaco in merito alla notizia, lanciata da La Fune, dell’assenza del sindaco Leonardo Michelini all’incontro del 22 giugno organizzato dall’assessore regionale alle politiche sociali Rita Visini al quale era presente l’Asl di Viterbo, l’associazione Vita Autonoma e i consiglieri regionali Silvia Blasi e Daniele Sabatini. Insieme a Michelini erano assenti anche tutti gli altri rappresentanti dei comuni coinvolti dalla vicenda: Vetralla, Nepi e Sutri. “È grave – ha detto Sergio Insogna – che un amministratore si disinteressi di questo problema”.

“Non è nostra competenza – ha risposto il sindaco Michelini – e non capisco cosa c’entriamo noi con l’assegno che è stato tolto. È un problema che non può interessare il Comune”. Quanto alla mancata partecipazione Michelini ha risposto che “la riunione è stata organizzata seduta stante e non potevo essere presente”. Lui come gli altri rappresentanti dei Comuni coinvolti. Da Viterbo sono comunque arrivati per tempo i disabili e l’Asl di Viterbo, mentre il Sindaco, che è autorità sanitaria locale e potrebbe fare lobby territoriale per sostenere rafforzare le rivendicazioni dei 21 cittadini viterbesi dei 26 in totale, alle stesse ore era invece alla Conferenza stampa di presentazione di Caffeina.

La vicenda, che abbiamo raccontato già più volte, vede coinvolte 26 distrofici e poliomelitici che dopo circa 40 anni l’Asl di Viterbo, in accordo con la Regione Lazio, ha deciso di smettere di sostenere cancellando l’assegno terapeutico, grazie al quale vivevano fuori dalle strutture di ricovero. Un sussidio cancellato da maggio 2016 senza che fosse fatta nessuna comunicazione scritta da parte degli enti, se non a luglio. Oltre due mesi dopo la cancellazione dell’assegno. Mesi nei quali i disagi non sono mancati per chi con quei soldi pagava infermieri, terapie e ci faceva la spesa per campare.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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