Disabili: ieri scadevano i termini per la risposta della Regione, ma la giunta sta lavorando. Sabatini fiducioso
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La Regione Lazio dopo che l’Asl di Viterbo aveva deciso di sospendere l’assegno terapeutico di 700€ nello scorso maggio, ha approvato ad agosto l’istituzione di un fondo per sostenere percorsi di vita indipendente e deistituzionalizzazione

Vita Autonoma e i 25 disabili rimasti senza assegno aspettano ancora. La Regione Lazio dopo che l’Asl di Viterbo aveva deciso di sospendere l’assegno terapeutico di 700€ nello scorso maggio, ha approvato ad agosto l’istituzione di un fondo per sostenere percorsi di vita indipendente e deistituzionalizzazione. Un fondo che per essere sbloccato dovrà sottostare ad un Regolamento che deve elaborare la Giunta Regionale. Doveva essere approvato e reso operativo entro due mesi, un termine scaduto ieri.

L’associazione è chiaramente in fibrillazione, anche perché i 25 da 6 mesi vivono con una cinghia che si stringe sempre di più. L’ottimismo è difficile che filtri, anche se dagli ambienti politici sembrano arrivare segnali positivi. Una bozza di regolamento sarebbe già pronta e questo non è scontato conoscendo i tempi biblici dell’ente regionale. Entro qualche giorno dunque dovrebbe essere dato seguito al voto unanime fatto dal Consiglio regionale sulla proposta del consigliere di opposizione Daniele Sabatini lo scorso agosto durante la discussione del collegato al bilancio della Regione. “Spero che le istituzioni si trovino a fianco dei cittadini – commenta il consigliere – e non dalla parte opposta, come spesso purtroppo accade. Non deve essere sempre per forza una partita persa, una volta tanto cittadini e istituzioni penso che staranno dalla stessa parte. Sono fiducioso perché so – conclude Sabatini – che l’assessore regionale Visini è sensibile al tema e sta lavorando. Diamo fiducia al lavoro che si svolge in questi giorni”.

Sui contenuti della bozza ancora non ci sono notizie. La soddisfazione per i disabili infatti arriverà non solo quando il Regolamento dovesse essere approvato, ma anche quando, leggendolo, si intercetteranno condizioni accettabili per accedere al fondo. Fatto fondamentale per la sopravvivenza dignitosa dei 25 disabili.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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