Direzione Investigativa Antimafia: “Nel Viterbese latitanti e pregiudicati campani e calabresi”
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VITERBO - Lo afferma la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) nella relazione semestrale relativa al primo periodo del 2018.

VITERBO – La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) nella relazione semestrale afferente al primo periodo (gennaio-giugno) del 2018 afferma la presenza di latitanti e pregiudicati campani e calabresi nel viterbese.

“Sono stati localizzati e arrestati – scrive la DIA – alcuni latitanti che avevano scelto questa area per dissimulare meglio la loro presenza. Nel Viterbese è stata registrata la sporadica presenza di pregiudicati di origine campana, prevalentemente dediti a traffici di stupefacenti, e calabrese”.

La relazione della DIA si riferisce a un periodo antecedente la maxioperazione di carabinieri del 25 gennaio 2019 che ha portato all’arresto di tredici persone  per associazione mafiosa. Quest’ultimi cercavano di assumere il controllo del territorio e di diverse attività commerciali con attentati incendiari e intimidazioni.

Per quel che riguarda la  regione Lazio, la DIA afferma: “Il territorio regionale non risulta immune dalla presenza di consorterie straniere. In particolare, quelle albanesi, romene, nordafricane e nigeriane sono dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti, ai reati contro il patrimonio, allo sfruttamento della prostituzione, ai reati concernenti l’immigrazione clandestina e alla tratta di persone. La presenza delinquenziale di gruppi di etnia cinese si esprime nelle frodi fiscali, nello sfruttamento dell’immigrazione e della manodopera clandestina di connazionali, nonché nello sfruttamento della prostituzione, sia su strada che in appartamento”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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