“Dipingi la tua mano e scatta una foto”. Arte e speranza contro il Covid -19
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VITERBO - Al via la campagna di sensibilizzazione rivolta agli studenti nata da un'idea del professore del liceo artistico Orioli Antonio Triventi per affrontare l'emergenza Covid-19.

VITERBO – ‘Dipingi la tua mano e scatta una foto’. E’ un’iniziativa promossa dal liceo artistico ‘F. Orioli’ di Viterbo ed è estesa a tutti gli istituti del territorio nazionale di ogni ordine e grado. Nata da un’idea del professore Antonio Triventi, docente di discipline pittoriche dell’istituto, condivisa e appoggiata dal dirigente scolastico, Simonetta Pachella, la proposta rappresenta una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini del mondo dell’educare.

Quali voci di un unico coro di speranza, docenti e studenti, possono ‘porgere una mano’ per annullare le distanze e superare il difficile momento storico vissuto dal nostro Paese. Dando libero sfogo all’estro, alla creatività, il progetto prevede l’azione congiunta di grandi e piccoli nel costruire, attraverso l’arte, una catena di solidarietà e di speranza.

Ognuno con i propri mezzi è chiamato a dipingere, sul palmo della mano, un messaggio da pubblicare attraverso i canali social.

Tutte le mani postate anche su @artisticamenteorioli saranno condivise e archiviate, con la finalità di poter realizzare, superata la condizione di isolamento, un unico, grande collage che possa rappresentare la forza e l’unità di un popolo.

Tutti sono invitati a partecipare, comprese le autorità ed il mondo della politica, per accompagnare i nostri alunni verso il domani.

Il sistema scuola è ad oggi, indubbiamente, messo a dura prova, ma può contribuire, abituato da sempre a coltivare i valori principali e formanti le coscienze dei futuri cittadini, a superare gli attuali limiti, a creare un ponte tra tutte le scuole d’Italia e a credere nella forza del cambiamento.

Mai come adesso, siamo dentro la storia del mondo, nessuno escluso, ed il gesto di porgere una mano verso il prossimo è, forse, sebbene a distanza, il più elementare ma indispensabile atto di solidarietà. Non si tratta di un concorso, sebbene chiamato a vincere sia l’intero genere umano: vinceranno i valori, il senso civico, la cittadinanza, il riscoperto patriottismo, l’educazione.

Obbligati a riflettere sulle nostre fragilità, possiamo trovare il modo di superare ostacoli e solitudine, ritornando al vitale, alle mani che creano, compongono opere letterarie, dipingono, scolpiscono, aiutano. E nella consapevolezza che ogni momento difficile ha una propria strada, tenendoci per mano, percorriamola. 

Immacolata Anzevino
Docente del liceo Orioli

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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