
CIVITA CASTELLANA – “Avrei preferito che il sindaco stesse bene per poter continuare l’esperienza amministrativa o almeno che si fosse pensato a costruire una strategia d’uscita capace di portare Caprioli e i suoi all’approvazione del bilancio. Adesso ogni ragionamento serve a poco. Auguro a Franco di riprendersi il prima possibile anche se non mi sono piaciute alcune sue cose. Mi riferisco ai ringraziamenti in consiglio comunale solo agli assessori uscenti”. Parla con fermezza Enrico Contardo, uno degli uomini chiave nella partita che ha portato la Lega alla conquista di Civita Castellana.
E’ passato un anno dalla forte affermazione del ticket elettorale Carroccio-Fratelli d’Italia. I primi volati sopra il 30% dei consensi i secondi oltre il 10%. Il tutto dopo dieci anni di amministrazione Angelelli (centrosinistra). Per Caprioli sono stati trecentosessantacinque giorni circa sulle montagne russe.
Ultima salita e discesa negli attriti che hanno portato al cambio della squadra di governo. Un rimpasto tutto interno alla Lega, iniziato con l’azzeramento della giunta lo scorso 23 maggio. Operazione che ha portato all’uscita di scena di Marco Gemma e Paola Goglia e l’ingresso del capogruppo Lega Andrea Sebastiani e di Giulia Pieri. Giovedì pomeriggio l’atteso consiglio che avrebbe dovuto segnare la ripartenza, con le surroghe che hanno portato in consiglio Diego Trezza e Giuseppe Giorgi. Ad andare in scena invece sono state le dimissioni del sindaco.
“Ero in partenza per Civita Castellana quando mi è arrivata la telefonata che mi ha comunicato le dimissioni di Caprioli – racconta Contardo -. Non ci ho ancora parlato, né io né il senatore Umberto Fusco. Contiamo di farlo la prossima settimana ma la strada è segnata. Non ci sono le condizioni per andare avanti e i problemi di saluti, essenzialmente legato alla stress sono reali. Ho visto con i miei occhi il sindaco sentirsi male qualche giorno fa. Era a Viterbo per l’incontro su Talete e ha avuto un malore. Siamo andati da lui io e il senatore Fusco, poi lo abbiamo riaccompagnato a casa. Dispiace per il gruppo consiliare, per gli assessori freschi di nomina e per i nuovi consiglieri che non hanno fatto neanche in tempo a sedersi”.
Una brutta botta per i leghisti viterbesi, considerando che Civita Castellana insieme a Tarquinia sono di fatto simboli dell’avanzata del partito e della squadra del senatore Fusco nel territorio. “Dispiace anche per Civita Castellana
perché lasciare senza essere arrivati all’approvazione del bilancio significa non dare indirizzi su tutta una serie di settori: sport, turismo e cultura; che non essendoci impegni stabiliti rimangono di fatto congelati fino a nuove elezioni il prossimo giugno”.

















