Dimensionamento scolastico, la Provincia pronta al ricorso al Tar anche per Grotte di Castro
Il Presidente Romoli visita Rondine - Cittadella della Pace
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VITERBO - La Provincia di Viterbo ribadisce con fermezza il proprio impegno nel difendere le scuole del territorio e annuncia che procederà con il ricorso al Tar anche per l’Istituto di Grotte di Castro, con l’obiettivo di garantire la tutela degli studenti, delle famiglie e del personale scolastico coinvolto.

VITERBO – Dimensionamento scolastico, il Tar blocca la delibera regionale per l’Istituto Carmine. La Provincia di Viterbo: “Una decisione importante, continueremo la battaglia anche per Grotte di Castro”.

La Provincia di Viterbo accoglie con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, che ha accolto l’istanza cautelare del Comune di Viterbo disponendo la sospensione della delibera di Giunta Regionale sul dimensionamento scolastico dell’Istituto Comprensivo Carmine.

Una decisione che rappresenta un primo risultato nella battaglia intrapresa per la tutela delle autonomie scolastiche e della qualità dell’istruzione sul territorio.

“Abbiamo sempre sostenuto che il Piano regionale di dimensionamento scolastico dovesse essere rivisto, perché penalizza in modo irragionevole le istituzioni scolastiche e le comunità locali – afferma il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli –. Il pronunciamento del Tar conferma la fondatezza delle nostre perplessità e delle azioni messe in campo per contrastare decisioni che riteniamo ingiuste”.

La Provincia di Viterbo ribadisce con fermezza il proprio impegno nel difendere le scuole del territorio e annuncia che procederà con il ricorso al Tar anche per l’Istituto di Grotte di Castro, con l’obiettivo di garantire la tutela degli studenti, delle famiglie e del personale scolastico coinvolto.

“La scuola è un pilastro fondamentale per la crescita e la formazione delle nuove generazioni – conclude Romoli – e non possiamo accettare decisioni che ne mettano a rischio l’efficienza e l’organizzazione”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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