Dillo con un fiore- Fiori "desueti", i garofani
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L'incontro profumato di oggi ci porta a conoscere un po' meglio i garofani, spesso associati al lutto e ai cimiteri, ma invece fiori pregiati dalle sfumature pregiate. Federica Salomoni dell'Officina dei Fiori ci accompagna in questo primo viaggio tra i fiori desueti

di Federica Salomoni

“- Federica ma che fiori sono queste meraviglie?

  • Sono dei garofani signora!”

E potrei declinare questo dialogo ad almeno 3 o 4 tipologie di fiori desueti

Di questo voglio raccontarvi, di quei magnifici fiori un po’ “superati”. Garofani, gladioli, lilium che di solito sono relegati con i crisantemi al ruolo di fiore da cimitero sono tra le varietà più interessanti che ci regala la nostra floricoltura o quella straniera, olandese in primis

In un dizionario ho trovato questa definizione dell’aggettivo che dà il titolo al pezzo di questa settimana:

desueto

agg.

  1. disabituato, disavvezzo
  2. disusato, superato, sorpassato, obsoleto, antiquato

I garofani sono tra i miei fiori preferiti e li definirei in tanti modi ma di certo non superati o obsoleti, anzi di recente ne troviamo di magnifici e di colori particolari e mai banali. Quello che noi definiamo fiore è in realtà un “raggruppamento” di singoli fiori attorno ad un’infiorescenza e che danno al garofano la forma che conosciamo. Le foglie sono argentee, un grigio verde che talvolta può virare al blu

Menzionato nella letteratura greca di oltre 2000 anni fa è un fiore di antichissima tradizione al punto da essere la pianta decorativa più coltivata ed usata per abbellire templi e statue nelle occasioni importanti.

Era considerato il fiore di Zeus per i Greci ed il fiore di Giove per i Romani. Come ogni fiore che si rispetti anche il garofano ha una bellissima storia, anzi in questo caso più di una, lascio scegliere a voi la versione che preferite.Una leggenda narra che un ragazzo era stato sedotto da Diana, dea della caccia, della selvaggina e dei boschi, che lo abbandonò poco dopo, le lacrime della disperazione del giovane fecero sbocciare dei bellissimi fiori: i garofani.

Un’altra versione vuole che fosse stata Diana ad essersi innamorata del giovane ma votata a rimanere casta e vergine, decise di strappargli gli occhi per rendergli impossibile la vista di altre donne, gettati a terra gli occhi si tramutarono in fiori di garofano. Altrove leggiamo che Dianthus il nome che gli viene assegnato da Teofrasto, filosofo e botanico del IV secolo a.C., derivi dai termini greci “dios” divino e “anthos” fiore.

 Altri sostengono che il nome “garofano” derivi da “incoronazione” o “corona” intesa come ghirlanda di fiori, essendo il garofano uno dei fiori usati per le corone cerimoniali in Grecia.

Altri ancora pensano che il nome derivi dal latino caro (che al genitivo diventa carnis” che significa carne e in questo caso si riferisce al colore originale del fiore, o da incarnatio (incarnazione), che si riferisce all’incarnazione di Dio fatto carne. Per questo quando il garofano venne introdotto nell’Europa cristiana nel medioevo venne subito “recepito” come il fiore di Dio.

A questo proposito come non citare una leggenda cristiana che vuole che il garofano sia spuntato dalla terra su cui cadevano le lacrime versate da Maria per la sofferenza di Gesù che portava la Croce al Calvario prima di morire?

Il legame con la Madonna, madre di Gesù fa sì che il garofano rosa divenne il simbolo dell’amore immortale di una madre e per anni si è usato per la Festa della Mamma

Indovinate quale sarà il fiore simbolo della Festa della Mamma 2022 in Officina dei fiori?

Chissà.

In occidente il garofano rosso è il fiore del primo anniversario di matrimonio nonché emblema della Festa dei Lavoratori in Italia e in altri paesi europei, in Portogallo è il simbolo della commemorazione della rivoluzione del 1974 che non a caso  si chiama  “rivoluzione dei garofani”, un colpo di Stato militare in Portogallo con cui si pose fine ad un regime dittatoriale durato 40 anni. Gli studenti di Oxford sfoggiano un garofano bianco quando sostengono il primo esame, rosa per gli esami intermedi e rosso per quello conclusivo.

In Corea garofani rossi e rosa esprimono amore e gratitudine e si regalano nelle due nuances per la festa nazionale dei genitori. Per restare in Asia, in Giappone, il garofano è augurio di buona fortuna o buona guarigione

Sapete che è il fiore di chi è nato in gennaio? E per quello che riguarda il significato, cosa esprime il garofano?

Nel periodo vittoriano è il fiore dell’amore, dell’affetto, dei sentimenti forti, dell’energia, della salute, esprime amore, fascino

Si dice che il rosso chiaro rappresenti ammirazione, il rosso scuro denota profondo amore e affetto, che i garofani bianchi rappresentino l’amore puro e auspichino buona fortuna, mentre quelli variegati il rammarico per un amore non condiviso – io ovviamente dissento visto che le varietà variegate sono le più interessanti

Il garofano di colore verde”  è un romanzo, pubblicato in forma anonima nel 1894, fortemente scandalistico per l’epoca, in cui protagonisti ricalcano la liaison tra lo scrittore Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas

Insomma, un fiore così bello e ricco di mille curiosità con cui potrei riempire ancora pagine e pagine non può essere un fiore desueto, di certo non lo è nel mio negozio. Io lo trovo elegante e amo il suo aspetto ricco, carnoso.  Lo adoro nelle varietà Viper Wine un rosa viola dalle sfumature indescrivibili o il Viper di un crema caldo che vira all’arancio marrone, o il Tico Tico di un prodondo porpora o il Prado Mint verde acido

A questo punto non vi resta che cercare le altre numerose curiosità legate al garofano o altrettante occasioni per regalarne.

Ricordate, regalare fiori significa regalare gioia

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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