
Aggregare, l’offerta su Internet si deve aggregare. I social network hanno vinto perché hanno aggregato tutte le app e le funzioni del web 2.0. Non so se la regione Lazio vincerà la sfida del turismo 2.0, ma il nuovo portale Visitlazio.com va nella giusta direzione. Lanciato ufficialmente lo scorso mese, il portale, finanziato e realizzato dall’Agenzia Regionale per il Turismo, si pone l’obiettivo di creare un biglietto da visita per tutta la Regione con l’obiettivo di non essere vittima del solito romanocentrismo che anche a livello turistico tarpò le ali alle altre province.
Non solo Roma, insomma, ma un sito web che aggrega tutte le bellezze, artistiche, paesaggistiche e culturali della Regione, con un occhio di riguardo anche alle produzioni artigianali tradizionali e ai prodotti tipici locali. Un portale agile e veloce, che, nonostante la strutturale disomogeneità del territorio laziale, riesce a comunicare in maniera coerente e unitaria l’offerta turistica del Lazio. Funzionale anche la divisione delle sezioni del sito, non solo si propone “Cosa vedere” ma si focalizza anche l’attenzione sul “Cosa fare” nel Lazio.
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Il sito è appena nato, quindi ha dei difetti, alcuni venali, altri un po’ meno. Per esempio se si clicca nella sezione dedicata alla Tuscia, si nota che manca Villa Lante, ciò mi fece gridare “al lupo, al lupo”, anche per le recenti cronache cittadine. Ma se si cerca “Villa Lante” nella toolbar di ricerca, si nota che la pagina Villa Lante c’è, ma purtroppo non è collegata alla sezione della Tuscia. Un piccolo errore che voglio segnalare ai webmaster, che in quattro e quattr’otto risolveranno. Un’altra sezione interessante è quella delle visite virtuali, in cui è possibile fare una passeggiata in 3d tra i principali monumenti del Lazio. Purtroppo manca Villa Lante, anche se avrete notato la presenza della Tomba dei Demoni Azzurri di Tarquinia e di Palazzo Farnese a Caprarola.
Ci sono delle pecche? Sì, proviamo a elencarle:
– Il sito è solo in italiano e in inglese (mi auguro che si sia già stabilito di ampliare il parco lingue);
– Non esiste la pagina di Google+, e voi che mi seguite sapete bene quanto è importante per le strategie di internazionalizzazione;
– Il sito, secondo Luca Valente, specialista SEO e anche ad un occhio dei più profani, ha delle grosse lacune tecniche. Insomma i motori di ricerca faticherebbero a trovarlo. Se interessati a disquisizioni tecniche, questo è il post.
Visitlazio.com è una buona idea, che ha preso la buona strada, ma è ancora lontano da diventare quello che vorrebbe essere. Insomma, rimandato a settembre. Ma diamo tempo al tempo, restiamo fiduciosi in attesa.


















