
Oggi parliamo di Caffeina, il festival culturale viterbese, ma diversamente da altri commentatori non dirò una parola su ospiti, qualità della kermesse, polemiche sui finanziamenti, perché questa è Digituscia e qui si parla di digitale, di strategie di comunicazione web e social media.
Caffeina è un’eccellenza dal punto di vista della comunicazione sui social media, lo dicono i numeri. Sul web ha travalicato gli angusti confini della Tuscia costruendo una pagina Facebook di rilevanza nazionale, anzi nazionalpopolare. Nel web contano i numeri, c’è poco da fare, e la pagina Facebook di Caffeina al momento in cui scrivo ha raggiunto i 570mila “Mi piace”. Su Twitter invece ha solo 2500 circa follower, ma ciò non stupisce perché Twitter è utilizzato solo di riflesso a Facebook.
Aforismi, battute, citazioni letterarie, immagini accattivanti e link al sito di Caffeina Magazine. Il tutto in un rapporto numerico che favorisce la condivisione di immagini con potenziale virale, seguendo così la regola base della comunicazione social “diventa un luogo con cui dialogare, fai divertire i tuoi fan”, rispetto ai link diretti ai siti della galassia Caffeina. Questo a livello di comunicazione social è un bene, sono numerosissime le condivisioni delle immagini.
Il festival culturale su Facebook si è trasformato in una pagina che rilancia e condivide immagini accattivanti e “letterarie”, tanto è vero che nel momento in cui il festival si avvicina, come in questi giorni, e si parla più che altro degli eventi della kermesse, si nota una drastica diminuzione del numero di condivisioni dei post. Ma sarebbe interessante conoscere anche come evolve la portata degli stessi. Per i non addetti ai lavori, la portata dei post è il numero di quante persone hanno visualizzato nella pagina dei feed (delle attività degli amici e delle pagine).
Un esempio di post condiviso dalla pagina Facebook di CaffeinaLa pagina Facebook di Caffeina ha un pregio, che però per molti può essere un difetto, ma per chi ragiona in termini di numeri è indubbiamente un fattore di forza, il tono del messaggio fortemente nazionalpopolare. È un bene, è un male? Non sta a me a dirlo. Se si ragiona in termini di marketing è un bene, se invece si hanno altri canoni è facile criticare con un “ve lo meritate Alberto Sordi”. Ciò permette di piacere a tutti e di creare coinvolgimento con il pubblico-obiettivo della comunicazione.
Ultimamente, chi frequenta assiduamente i social avrà notato uno scadimento della qualità della comunicazione, tra siti che ti inducono a cliccare con furbate del tipo “se vuoi saperlo, clicca qui”, oppure con link a fotogallery con signorine che farebbero passare da educande le ragazze CinCin di Colpo Grosso. Caffeina per fortuna non ha ceduto a questa tentazione trash che ha travolto gran parte delle testate anche antiche e prestigiose, a volte però si lascia andare a qualche immagine del tipo “i politici magnano tutti” messa lì solo per far cliccare “mi piace”, oppure a condividere l’articolo su “il ragazzo incastrato nella vagina gigante”. La strategia Facebook di Caffeina è comunque promossa a pieni voti, anche se a volte si nota la ricerca del “Mi piace” a tutti i costi, che potrebbe far scendere la qualità pagina.
Sarebbe interessante infine scoprire quante persone provenienti da fuori Viterbo, visiteranno Caffeina su impulso della pagine Facebook, insomma sarebbe interessante sapere quanti fan fuori Viterbo della pagina verranno a presenziare agli eventi. E allora lancio la proposta ai social media editor di Caffeina, perché non creare un bel sondaggio per capire quanti ne verranno?


















