Digituscia\ Cibo digitale: l'app made in Tuscia
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Cibo, qualità e tecnologia intrecciata in un ennesima storia di successo del mondo dell’imprenditoria giovanile della Tuscia.

WeChef la vetrina dei tuoi piatti direttamente sul tuo smartphone. In tempi di Expo e di centralità del cibo come sinonimo del buen vivìr, non poteva certo mancare una app visual per il mondo degli appassionati al food. WeChef nasce nella Tuscia dall’intuizione di Daniele Tribuzi, giovane imprenditore viterbese del settore bar, con la missione di raggruppare tutti i foodblogger e i ristoratori che volessero avere una ulteriore vetrina per le loro attività.

WeChef è il social network di chi vuole esclusivamente condividere i suoi piatti più succulenti, ed è tarata proprio sugli interessi e le attività dei food blogger come lei. WeChef è una sorta di Instagram focalizzato sul mondo del food, fai una foto al tuo piatto preferito e la condividi con i tuoi amici. Solo food, nient’altro. È perfetto per appassionati e professionisti che vogliono mostrare la loro capacità culinaria. WeChef è integrato anche con Facebook e Twitter in modo da poter dare la massima risonanza alle sue foto con gli amici e i follower nei due social network più importanti al mondo.

È disponibile sia per il mondo Apple che per il mondo Android. È gratuita e non ha pubblicità all’interno, in modo da consentirne la migliore fruibilità, senza fastidiosissimi banner. L’applicazione è stata appena rilasciata ed è uno strumento perfetto per la presenza delle tue creazioni culinarie su Internet. “In questi primi giorni abbiamo già riscontrato un discreto successo nel mondo dei food blogger– dichiara Tribuzi – ora aspettiamo che anche i ristoratori comincino ad utilizzarla per promuovere le loro attività

Cibo, qualità e tecnologia intrecciata in un ennesima storia di successo del mondo dell’imprenditoria giovanile della Tuscia. Vi piace come idea? Che aspettate allora? Scaricate l’app, qui per il mondo Android, qui per quello Apple.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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