Diffusione dei noccioleti nel Centro Italia, da Orvieto nasce un movimento per difesa di suolo, salute e paesaggio
noccioleti
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ORVIETO - Le persone intervenute non sono potute entrate nella sala del Governatore –piena in ogni angolo- ed è stato necessario installare un video nell’atrio del Palazzo dei Sette.

ORVIETO – Il convegno tenuto ad Orvieto sabato 16 marzo 2019 è stato un vero successo di partecipazione e di contenuti trasmessi dalle numerose interessanti relazioni previste.

Le persone intervenute non sono potute entrate nella sala del Governatore –piena in ogni angolo- ed è stato necessario installare un video nell’atrio del Palazzo dei Sette.

Molti i testimonial di eccezione: la scrittrice Susanna Tamaro, Jonathan Nossiter regista del film “Mondo Vino”, l’attrice Alba Rohrwacher.
La regista Alice Rohrwacher ha introdotto il tema parlando della sua lettera ai governatori della tre regioni dell’Italia Centrale Marini, Zingaretti e Rossi sulle problematiche introdotte dalle monoculture di noccioleti sulla vita delle persone e sul paesaggio.

La prima parte del convegno è stata dedicata agli impatti ambientali e sanitari della monocultura di nocciole (e di castagni): il presidente del vicino Bio- Distretto della Via Amerina e delle Forre Famiano Crucianelli ha spiegato come la battaglia per la difesa del clima- molto forte in questi giorni- abbia al suo interno la sfida per una agricoltura sostenibile: la vicina Provincia di Viterbo ha ormai raggiunto la non
invidiabile copertura di nocciole, che portano un sensibile degrado del suolo, di 20.000-25.000 mila ettari, ci sono dei comuni nel viterbese che su 1800 ettari disponibili sono piantati a nocciole 1600 ettari.

Ed i noccioleti si stanno espandendo in Umbria ed in Toscana, perché i prezzi ad ettaro sono più bassi del Lazio. 

E’ stata poi la volta del medico dr.ssa Antonella Litta, rappresentante dei Medici per l’Ambiente (ISDE) che ha illustrato lo scempio ambientale e sanitario del territorio della Tuscia, dove stiamo inquinando l’aria, l’acqua ed il cibo e perdendo biodiversità.

Malattie come il Parkinson e la SLA sono dovuti all’uso smodato di pesticidi. L’ing. Piero Bruni ha quindi esposto la situazione già critica del Lago di Bolsena, prima dell’assalto dei noccioleti, che certamente porteranno altri problemi sanitari ed ambientali al Lago.

Molto interessante è stata l’intervista realizzata dal Alice Rohrwacher a Stefano Mancuso, neurobiologo, direttore dell’International Laboratory of Plant Neurobiology (LINV) dell’Università di Firenze, che ha tracciato un allarmante valutazione su come gli uomini stiano “regredendo” rispetto le piante, che sono organismi sociali sofisticati
ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici. L’ambiente, e la sua difesa- sostiene Mancuso- non sono il passato ma il futuro.

E’ poi iniziata al seconda parte del convegno relativa al territorio, un bene di tutti. E qui è spiccato l’intervento di Friedrich Haring che ci ha parlato di una interessante lotta della comunità di Malles nell’Alta Val Venosta, nella provincia autonoma di Bolzano. Malles ha vinto il referendum contro i pesticidi con il consenso del 75% dei
cittadini.

E poi stata la volta del ricercatore CNR Marco Lauteri che ha sostenuto la necessità di dar vita al Bio- Distretto dell’Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena costituito dalle aziende “biodiverse” che sono già una realtà nel nostro territorio; un immensa forza che, sulla difesa prioritaria dell’ambiente e del paesaggio, finalmente sta emergendo.
Interessante e da approfondire il tema sollevato nel suo intervento da dr. Gabriele Antoniella, Comitato Quattro Strade, sul negativo impatto economico che tale trasformazione avrà sul territorio e sulla legittimità di questi impianti visto i vincoli ambientali già esistenti sull’Alfina e sul lago di Bolsena.

Ha poi concluso gli interventi Debora de “La Goccia” (leggendo un testo condiviso dalle piccole realtà contadine)
rivendicando la lungimiranza della loro scelta. E, dopo essersi rifocillati grazie all’impegno delle Aziende Agricole Janas di Porano e Il Pulicaro di Torre Alfina, si è svolto il mercato contadino in Piazza del Popolo, composto
da aziende che tra loro mettono insieme circa 200 ettari, più o meno gli stessi che ora sull’Alfina sono coltivati esclusivamente a noccioli.

Sono tutti ettari che rispettano l’ambiente e le persone, creano biodiversità e prodotti tipici e tradizionali, attraggono
turisti; mostrando un’alternativa molto valida alle politiche che invece sostengono quasi esclusivamente l’agroindustria.

Dalle 18 alle 21 la bella musica di: Katirre e La Compagnia de La Panatella, La Banda del Comitato e La Tresca nell’atrio del Palazzo dei Sette. E già si pensa al futuro, come sensibilizzare altri territori, come coinvolgere i sindaci
dell’area, come organizzarsi meglio: ne sentiremo ancora parlare.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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