Differenziata da incubo- Il triste destino dell'olio esausto
ORIZZONTALE
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Torniamo sulla situazione raccolta differenziata a Viterbo: dopo avere fotografato la situazione delle isole ecologiche cittadine, prendiamo la lente di ingrandimento e andiamo ancora più a fondo. Inviateci le vostre segnalazioni.

VITERBO- Le chiamiamo isole ecologiche, isole di prossimità, luogo di smaltimento di rifiuti condominiali o di quartiere, ad oggi molto spesso sono veri e propri buchi neri.

Ci siamo occupati tempo fa delle condizioni delle isole ecologiche viterbesi, fotografandone le condizioni e accendendo i riflettori su quello che proprio non va nel meccanismo della raccolta differenziata viterbese che ancora non decolla. Mentre vari paesi della provincia si appuntano sul petto la medaglia del perfetto smaltimento dei rifiuti, in città il problema è ancora scottante.

Iniziamo questo viaggio dalle isole di smaltimento dell’olio esausto. La lingua italiana non poteva donarci miglior aggettivo in questo caso.

Iniziamo dal Barco: capolinea Francigena, snodo importante con traffico h24, melting pot di servizi commerciali di vario genere, un classico caos automobilistico nelle ore di punta, ma anche zona verde, quasi verde diciamo. Proprio di fianco alla fermata del bus cittadino, sonnecchia unta e bisunta una delle isole di stoccaggio di olio esausto più gettonata di tutta la città.

Ma non è sola e probabilmente non lo sarà mai. Traboccante di olio all’interno, talmente piena da emanare un odore di patatine fritte decomposte da anni, è contornata da decine di bottiglie di varia natura piene, ovviamente, di olio per friggere ormai diventato rifiuto pericoloso. 

A guardare la situazione dall’esterno, forse, non appare chiaro come debba essere fatta la raccolta differenziata dell’olio esausto, ma non è così difficile capire che una bottiglia da 5 litri di olio per friggere non potrà essere smaltita in quel luogo e secondo quelle modalità. Di certo nessuno passa a raccogliere quei rifiuti da settimane. 

Le soluzioni sono varie: meno patatine fritte, più informazione sulla raccolta differenziata facilmente reperibile in rete, maggiore raccolta e pulizia nei punti di stoccaggio magari più volte al mese. 

In un periodo storico dove il problema rifiuti e smaltimento di materie plastiche è all’ordine del giorno, vedere quello spettacolo non ci fa fare proprio una bella figura. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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