Difesa dell'acqua pubblica nella Tuscia, l'appello di Bengasi Battisti
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"Agli Amministratori di ogni colore politico chiedo un atto di coraggio: fermatevi a riflettere se la strada percorsa finora sia quella del bene dei cittadini o quella della convenienza gestionale. La ripubblicizzazione dell’acqua non è un’utopia, ma una scelta politica necessaria per garantire giustizia sociale e sicurezza ambientale".

VITERBO – Bengasi Battisti accende il dibattito pubblico sull’acqua della Tuscia. Ha deciso di farlo con una lettera aperta agli Amministratori Pubblici della Provincia di Viterbo, che riportiamo integralmente.

 

Gentili Amministratori,

Vi scrivo come cittadino che da decenni condivide le speranze e le battaglie di questa provincia, ma soprattutto come elettore che ha creduto nella capacità della politica di farsi scudo dei diritti fondamentali. Oggi, la gestione del servizio idrico nel Viterbese si trova a un bivio storico. La direzione intrapresa sembra allontanarsi pericolosamente dal mandato ricevuto dal popolo italiano con il Referendum del 2011. Per questo, sento il dovere di richiamare ognuno di Voi alla coerenza che il ruolo istituzionale impone. L’acqua non è una merce, la salute non è un costo.

Amministrare la Tuscia significa conoscere la fragilità del nostro territorio, segnato storicamente dalla presenza dell’arsenico. Gestire l’acqua non può essere ridotto a un adempimento burocratico o al salvataggio di modelli societari che hanno fallito i propri obiettivi.

Vi chiedo il coraggio di una politica che sappia sottrarsi alle logiche di spartizione e ai condizionamenti dei partiti quando questi collidono con l’interesse collettivo. La gestione del bene comune deve avvenire nelle sedi istituzionali, non nelle segreterie politiche.

Ignorare l’esito referendario sulla gestione pubblica dell’acqua significa minare le basi della democrazia rappresentativa. Vi chiedo il rispetto della sovranità popolare. 

La fiducia dei cittadini si costruisce sulla fedeltà ai principi professati in campagna elettorale. Per questo è necessaria trasparenza e centralità del territorio. Ogni euro pagato dai cittadini nelle bollette deve tornare sul territorio sotto forma di investimenti per la potabilizzazione e l’ammodernamento delle reti. Non possiamo più permettere che il servizio idrico sia condizionato e appesantito da sovrastrutture societarie pesanti, opache e distanti dalle reali esigenze dei nostri Comuni.

Un appello alla coerenza

Agli Amministratori di ogni colore politico chiedo un atto di coraggio: fermatevi a riflettere se la strada percorsa finora sia quella del bene dei cittadini o quella della convenienza gestionale. La ripubblicizzazione dell’acqua non è un’utopia, ma una scelta politica necessaria per garantire giustizia sociale e sicurezza ambientale.

“La politica ha senso solo se resta fedele ai principi che ha promesso di difendere, svincolandosi da interessi particolari per servire l’interesse generale.” Confido che questa amministrazione diffusa della provincia di Viterbo sappia dare un segnale di discontinuità, onorando la parola data a chi vive, lavora e ama questa terra. La storia del nostro territorio passerà anche dalla Vostra capacità di difendere l’acqua come diritto umano universale, sottratto a logiche di mercato.

 

Con speranza

Bengasi Battisti

Cittadino e amministratore impegnato nella difesa dell’Acqua Pubblica

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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