
Ecco cosa nascondono le ex-Terme Inps: siamo entrati dopo 24 anni di abbandono. Un viaggio fotografico all’interno della struttura chiusa dal 1992 che per oltre trent’anni ha dato lavoro a centinaia di viterbesi. L’occasione della visita è stato il sopralluogo chiesto ed ottenuto da una giovane studentessa di Ingegneria edile e architettura di Roma, che aveva chiesto di poter vedere le ex Terme Inps perché oggetto di un suo prossimo progetto che servirà come tesi di laurea. Insieme a lei, c’erano i consiglieri comunali Melissa Mongiardo e Christian Scorsi oltre all’assessore allo sviluppo economico del comune di Viterbo Sonia Perà che si sta interessando per provare a ridar vita alla struttura. E c’eravamo anche noi.
La struttura quando ha chiuso, lo ha fatto perché la legge aveva imposto, di fatto, la cessione da parte dell’Inps che le gestiva. Un passaggio, quello alla Regione, che alla comunità è costato un patrimonio. Basti pensare che pochi mesi prima della chiusura l’ente previdenziale aveva investito quasi 2 miliardi di Lire per comprare arredi nuovi, che probabilmente non sono mai stati usati a causa della chiusura seguita al cambio di gestione. L’incapacità di riorganizzarsi di Comune di Viterbo e Regione Lazio, dal 1992 ad oggi, sono costati una fortuna. In termini di opportunità sia per il turismo che in termini occupazionali. Una struttura che era all’avanguardia e che vantava una metratura record: 10 ettari coperti, per circa 33mila metri cubi. Saloni, vasche, decine di stanze per 180 posti letto.
Ad oggi la proprietà è condivisa al 50% tra Regione Lazio e Comune di Viterbo, ma la gestione è da poco al 100% in mano a Palazzo dei Priori. La partita dunque ora è nelle mani degli assessori Antonio Delli Iaconi e Sonia Perà che stanno lavorando per riuscire a pubblicare un bando a livello europeo per assegnare la struttura a degli imprenditori che abbiamo voglia di investire e coglierne il potenziale. Ma c’è tanto da fare. Prima comunque bisognerà risolvere la questione “acqua”: quanta ne avranno a disposizione gli imprenditori che decideranno di investire? Per avere la risposta entra in ballo la struttura vicina, le Terme dei Papi, con le quali il contenzioso del Comune potrebbe portare delle grandi novità. Questo insieme ad uno studio, l’ennesimo, risolutivo commissionato dalla Regione al prof. Piscopo.
Una buona notizia intanto però c’è. La Regione Lazio ha accolto positivamente la Call for proposal presentata dall’Università della Tuscia insieme al Comune e ad alcuni privati per il rilancio del termalismo. Un fatto che potrebbe favorire l’accesso al capitale da parte degli imprenditori termali nella Tuscia.
Ecco le foto della struttura. Di quel che ne è rimasto.
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