Dieci venerdì alla Biblioteca Consorziale
Biblioteca Viterbo
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VITERBO - Il primo evento si terrà il 28 aprile alle 17.30: parleremo di James Joyce e Thomas Mann.

VITERBO – A partire dal 28 aprile, ogni venerdì per dieci settimane (ore 17,30), la Biblioteca Consorziale di Viterbo propone ai suoi frequentatori una serie di dieci incontri in cui perlustrare due classici spesso distanti tra loro per epoche e provenienze, ma tutti mirati a focalizzare l’attualità di un’epoca segnata da un solco netto e profondo. Il solco a cui ci riferiamo è quello della pandemia, un evento planetario che ha sensibilmente inciso su ognuno di noi rimodellando gli schemi della socialità e dei comportamenti individuali.

Per tramite di un un divulgatore a cui è affidato il ruolo di medium, Giuseppe Manfridi (il cui libro intitolato proprio Il solco fa da premessa all’iniziativa), gli autori dei testi che, a coppie, verranno di volta in volta presi in esame secondo i criteri del loro aver saputo darci avvisi di quanto da noi vissuto, saranno chiamati a una sorta di consulto dagli esiti spesso sorprendenti per le sintonie che emergeranno di una penna con l’altra, e, in generale, con lo spirito dei nostri tempi.

Molti di questi venti titoli (per lo più romanzi, ma anche poesie e opere teatrali) sono di dichiarata notorietà (I promessi sposi, Romeo e Giulietta, ecc.), altri meno, ma in ogni caso possiamo senza remore parlare di classici. A ogni incontro, i partecipanti verranno omaggiati dei libri che saranno oggetto del discorso, e, nel primo incontro, di una copia de Il solco.

Il primo evento si terrà il 28 aprile alle 17.30: parleremo di James Joyce e Thomas Mann.

 

IL PROGRAMMA

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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