Dieci incidenti seri all'incrocio di Nepi sulla Cassia bis, Lega: "La Regione intervenga"
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NEPI - Secondo i dati della polizia locale, competente per territorio, sono stati una decina gli incidenti, con conseguenze serie, soprattutto per le persone, da inizio anno ad oggi. Il più grave, quello del 2 luglio, dove un nostro concittadino ha perso la vita in uno scontro che ha coinvolto tre auto.

NEPI – “È nostra ferma intenzione, nel totale ed esclusivo interesse dei cittadini e del nostro territorio, accendere i riflettori e tenere alta l’attenzione, chiedendo anche i necessari chiarimenti agli organi competenti, sulla situazione che riguarda la località Gabelletta, nello specifico l’incrocio della Cassia Bis con la via per Nepi – così dal Coordinamento Lega Salvini Nepi -.

Secondo i dati della polizia locale, competente per territorio, sono stati una decina gli incidenti, con conseguenze serie, soprattutto per le persone, da inizio anno ad oggi. Il più grave, quello del 2 luglio, dove un nostro concittadino ha perso la vita in uno scontro che ha coinvolto tre auto.

A rendere particolarmente pericoloso questo tratto di strada, è l’immissione sulla statale, dove gli automobilisti sono costretti ad attraversare tutta la carreggiata mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri.
Centinaia sono le persone che, al giorno, attraversano questo incrocio pericoloso, intenti a raggiungere i propri posti di lavoro, di studio o di qualsiasi altra necessità.

Come gruppo Lega Salvini Nepi intendiamo manifestare il nostro più totale disappunto per la situazione di stallo che, nonostante i continui solleciti da parte del Comune di Nepi, hanno ingenerato gli organi regionali, lasciando il territorio senza alcuna risposta, nonostante il progetto di costruzione di una rotatoria già presentato da diverso tempo.

Tipico della giunta Zingaretti che, ci auguriamo, libererà presto la Pisana con il prossimo voto. Noi siamo pronti e con le idee chiare che vedono tra le nostre priorità la riqualificazione e l’ottimizzazione delle rete stradale e ferroviaria, urgenza improcrastinabile della Tuscia”.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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