Dieci curiosità sull’ Epifania che forse pochi conoscono
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SPECIALE EPIFANIA - L'Epifania, una delle feste cristiane più importanti, ha una storia piena di curiosità. Ne abbiamo scovate dieci sulla festa che celebra l'arrivo dei Re Magi.

SPECIALE EPIFANIA –  Ecco a voi dieci curiosità sull’ Epifania che forse pochi conoscono…

1 La parola Epifania significa rivelazione improvvisa.Epifania deriva dal greco ἐπιφαίνω, epifàino(che significa “mi manifesto”). Fin dai tempi antichi, inoltre, la dodicesima notte dopo il Natale era ritenuta una notte speciale dedicata alla luna, da qui il termine epifania, come manifestazione della luce lunare.

2 La festa unisce tre eventi della vita di Cristo: l’adorazione di Gesù da parte dei Magi, il battesimo di Cristo nel Giordano e il suo primo miracolo eseguito durante le nozze di Cana.

3 In Francia, l’Epifania è detta Le Jour des Rois (il giorno dei re) o la Fête des Rois. Dolce tipico di questo giorno è La galette des Rois(torta dei re) rotonda, piatta, ripiena di marzapane e di una fève (fava o fagiolo): chi riesce a trovarla diventa re o regina per un giorno. Ma già nell’antico Egitto e nell’antica Roma il fagiolo era sinonimo di celebrazione.

4 L’ Epifania ha assunto la sua forma attuale a partire dal terzo secolo d.C.e il giorno scelto per i festeggiamenti fissato il 6 gennaio e il Natale veniva stabilito al 25 dicembre. Le due feste comunque celebrano la nascita di Cristo.

5 In Spagna, i bambini riempiono le scarpe di paglia o di grano per far mangiare gli stanchi cammelli dei Re Magi e le appendono sui balconi o davanti la porta di casa. Il giorno dopo trovano biscotti, caramelle oppure regali al posto della paglia e del grano. In altri paesi latino-americani il Dia de los Reyes Magosè il giorno in cui i Re Magi e non Babbo Natale portano i regali per i bambini. Per cui la lettera a Babbo Natale diventa quella ai Re Magi.

6 Quella del 6 gennaio non è l’unica “Epifania”del culto cattolico. Le altre due sono il battesimo di Gesù e il primo miracolo alle nozze di Cana in cui venne trasformata l’acqua in vino.

7 In Germania, specie in Baviera, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, i ragazzi girano segnando le case con la scritta “KMB”, acronimo dei nomi dei tre magie il numero dell’anno in corso, per dare il benvenuto ai magi e ricevere prosperità per tutto l’anno.

8 La Befana è una tradizione solo italiana.La vecchia sulla scopa è una rappresentazione tipica italiana, poi diffusasi anche all’estero, anche se in maniera minore. La parola è stata coniata nel XV secolo circa.

9 La Befana simboleggia l’anno vecchio che deve essere gettato via.Le persone che esponevano fuori delle loro case il suo pupazzo, di solito lo vestivano con abiti sporchi e vecchi per poi bruciarlo con lo scopo di lasciare il vecchio alle spalle e sperare in un nuovo e prosperoso anno. L’usanza era molto diffusa soprattutto nei piccoli centri dell’Italia centrale e meridionale.

10 La Befana in Russia.Secondo il calendario ortodosso, in Russia il 7 gennaio è il giorno in cui si celebra il Natale. Secondo la tradizione, i regali vengono portati dal Padre Gelo accompagnato da Babushka, una simpatica vecchietta che lo aiuta nella distribuzione dei doni.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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