Dieci cesti per un segno tangibile di solidarietà che apre un percorso
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VITERBO - Questa iniziativa fa parte di un progetto di solidarietà sostenuto dal Comune di Viterbo (nell’ambito delle iniziative collegate ai mercatini di Natale) e dalla Fondazione Carivit (Fondo Solidarietà 2023 – Contributi a favore delle persone e delle famiglie in condizioni di vulnerabilità).

VITERBO – Il 21 dicembre, alle ore 11:00, Graziella Fiorucci, presidente dell’Associazione Amici di Galiana, ha consegnato 10 grandi “Cesti natalizi” con prodotti del territorio al Servizio diocesano per la Pastorale delle fragilità, rappresentato da Martino Rebonato, Responsabile del Servizio e da don Gianluca Scrimieri, Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute.

Durante la semplice, ma suggestiva cerimonia – che si è svolta nella sede del Servizio diocesano per le fragilità, presso il Centro di ascolto, in via Santa Maria in Volturno – Graziella Fiorucci ha ricordato che l’Associazione Amici di Galiana da lungo tempo è a fianco delle persone con disabilità o con altre forme di vulnerabilità sociale.

Ha poi spiegato che questa iniziativa fa parte di un progetto di solidarietà sostenuto dal Comune di Viterbo (nell’ambito delle iniziative collegate ai mercatini di Natale) e dalla Fondazione Carivit (Fondo Solidarietà 2023 – Contributi a favore delle persone e delle famiglie in condizioni di vulnerabilità).

Martino Rebonato, nel ringraziare l’associazione per l’attenzione che ha voluto dedicare alla comunità ecclesiale di Viterbo e in particolare al nuovo Ambito pastorale delle fragilità, ha informato i presenti che i doni ricevuti saranno messi a disposizione dei vicari foranei della diocesi e di altri sacerdoti impegnati in servizi pastorali dedicati a persone che vivono situazioni di fragilità (disabilità, malattia, carcere, dipendenza patologica, ecc.).

Don Gianluca Scrimieri ha espresso l’auspicio che nella società – e in particolare all’interno della Chiesa – siano presto superati atteggiamenti pietistici e vengano promosse la piena inclusione e partecipazione delle persone con disabilità alla vita della comunità locale. Concludendo l’incontro, i presenti hanno sottolineato che questo evento deve essere considerato l’inizio di un cammino di collaborazione e lavoro in rete, da percorrere insieme alle famiglie, alle associazioni, alle istituzioni e agli agenti pastorali della diocesi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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