Diciotto aziende turistiche della Tuscia si mettono in mostra a Roma
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Da oggi e fino al 18 arriva la 19esima edizione del workshop turistico internazionale Buy Lazio alla Camera di Commercio della Capitale

Da oggi fino al 18 settembre torna Buy Lazio, la diciannovesima edizione del workshop turistico internazionale nella Sala Tempio di Adriano, sede storica della Camera di Commercio di Roma. La Tuscia porta nel cuore della Capitale ben 18 imprese che operano nel settore del turismo, fra agriturismi, b&b, hotel e tour operator.

Le aziende del viterbese sono: l’agriturismo Poggio di Montedoro (Montefiascone), l’agriturismo Sensi (Tuscania), l’agriturismo Borgo Podernovo(Bolsena), l’agriturismo Il Torrino del Povile (Graffignano), il B&B Torre di Vico (Viterbo), il B&B L’Incontro (Viterbo), il Castello di Proceno, l’Hotel Antico Borgo di Sutri, l’Hotel Relais Falisco (Civita Castellana), le Terme Hotel Salus (Viterbo). Inoltre i tour operator: InTuscia, Promotuscia, Quarto Spazio, Stop in ITaly, Tuscia in Fabula, Tuscaland, Celsi Guest House, Cencelle in Tour.

L’iniziativa della Camera di Commercio di Roma è promossa dalla Unioncamere Lazio, compresa quindi quella di Viterbo, in collaborazione con Enit, Regione Lazio, e associazioni di categoria e di settore. 

“Il Buy Lazio – ha detto a proposito Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio Viterbo – è un appuntamento molto atteso dagli operatori del settore in quanto consente di promuovere e far apprezzare direttamente il nostro patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico. In tal senso credo che sia doveroso riconoscere l’impegno profuso da Unioncamere Lazio per aver di anno in anno elevato il livello della manifestazione. Così come sono evidenti i miglioramenti compiuti dalle nostre imprese che ora sono più pronte a cogliere queste opportunità, come dimostra la crescita costante del settore turistico nella nostra provincia”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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