Diciottenne scrive un libro-appello per l’ambiente
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VITERBO – “Biodegradabile” è il titolo del volume del viterbese Giorgio Zordan.

VITERBO – Giorgio, 18 anni, di origini viterbesi, autore di “Biodegradabile”, un appello per l’ambiente.

“Giorgio Zordan è un ragazzo romano di origini viterbesi, ha 18 anni ma le idee chiare – fanno sapere da LibroSì Lab –  la nostra terra ha bisogno di essere aiutata, non c’è più tempo. E lo scrive a chiare lettere in un libro appena pubblicato “Biodegradabile” (Librosì Edizioni) che diventa un accorato appello ai suoi coetanei e a noi tutti: “Diamoci da fare, non aspettiamo perchè abbiamo tutti i mezzi per cambiare. Come? Guardiamo al nostro recente passato, ai nostri nonni, abituati a vivere in simbiosi con l’ambiente utilizzavano le risorse nel rispetto dell’ecosistema, senza sprecare”.

“Ho scritto Biodegradabile perché io stesso ho imparato molto dalle storie della mia famiglia. Oltre al benessere che derivava da ritmi legati alla natura, ho imparato che non servono bei vestiti o l’ultimo modello di smartphone per essere felici. Non è un discorso scontato, lo vediamo anche oggi, con quello che sta succedendo al pianeta”, spiega Giorgio.

“Biodegradabile, spiega l’editore, ci riporta alla vita contadina di cinquanta anni fa in un casolare delle campagne laziali.

Narra alcuni episodi di vita di Petro, Maria e Lia. Ci si muoveva a piedi o in bicicletta, si mangiava ciò che si coltiva o che offre la terra e in questa semplicità, erano felici. Il tempo non scorreva in modo vorticoso come ora per noi, non si aveva molto, ma si aveva la capacità di guardare davvero la bellezza che ci circonda, un cielo stellato, l’erba dei campi e la schiuma del mare”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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