
A volte accade anche lo straordinario, specie se sei in vacanza in Sardegna. Così sul filo di una telefonata si infiocchetta una specie di sogno. Come lo vuoi chiamare quando ti ritrovi seduto nello studio di Fabrizio De André, proprio lì dove sono state “catturate” tante canzoni che ascoltiamo sempre?
Sogno è la parola giusta. Fatto di Salvatore che guarda Emanuele che tiene il disco di De André in mano e sembra dirgli: “Hai visto cosa abbiamo combinato?”. Di foto vicino al trattore del grande cantautore e di relax in un posto unico lì a Tempio Pausania. La giornata della carovana Juppiter è stata letteralmente segnata dalla visita alla casa del poeta genovese.
Un regalo grandissimo, reso migliore dall’accoglienza di Angelica e Fabrizio. Gestori della tenuta che hanno accompagnato i ragazzi a visitare bene il luogo. La Sardegna, per una strana alchimia dei destini, è un po’ anche De André. Perché in fondo è lui a fornire la chiave, con un pugno di parole, per metterti nella condizione mentale di desiderare e goderti meglio l’avventura di un viaggio in questi luoghi.
“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”, scrisse De André. Forse proprio dal suo studio immerso nella bellezza.


















