Diario delle vacanze speciali - Le orme sulla sabbia di Stintino
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Correre a Stintino, tra il vento e la sabbia. Correre uno dietro all'altro oppure semplicemente camminare in fila indiana per raggiungere la spiaggia de La Pelosa. Sentirsi un'isola nell'isola, pezzo di un complicato e non banale gruppo che va alla scoperta.

Correre a Stintino, tra il vento e la sabbia. Correre uno dietro all’altro oppure semplicemente camminare in fila indiana per raggiungere la spiaggia de La Pelosa. Sentirsi un’isola nell’isola, pezzo di un complicato e non banale gruppo che va alla scoperta.

E’ il tempo di una bella foto di gruppo tra cielo, sabbia e mare. E che mare, talmente bello da sembrare un sogno. Meglio: bello come il sogno di una nuova vacanza speciale, che tutti qui hanno coccolato a lungo per poi finalmente mettere piede nella culla. Protagonista del giorno la corsa in acqua. Poi sotto l’ombrellone a tratteggiare il volto della serata: pizzettata. Di quelle vere, no stop.

La Sardegna sta mostrando il suo volto migliore e i ragazzi sorridono. Anche se Stintino non ha brillato in accoglienza si va avanti, sgrullando un po’ le spalle. Alla fine la forza di un gruppo è anche quella di correre nel vento, sulla sabbia, lasciando orme leggere. Nonostante tutto, perché le difficoltà nella vita ci sono ma l’importante è andare oltre, trovare nuovi trampolini per scavalcarle.

Simone chiede abbracci, Diego batte il cinque e Fabrizio fa le carte. Rubamazzo rimane il grande gioco da fare sotto l’ombrellone. Dall’altra parte l’Asinara, isola dell’isola. La vista è mozzafiato, non si potrebbe chiedere di meglio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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