
Le avventure, quelle vere, hanno a che fare sempre con il mare. Ma se aggiungi sale e metti una roba magica, che la “fanno buona” solo a Viterbo: la Macchina di Santa Rosa; e annaffi tutto con della buona musica allora devi scrivere a lato della ricetta una parola semplice e allo stesso tempo efficace: speciale. Speciale come la vacanza che anche quest’anno raccontiamo in un apposito diario. Perché le storie vere, quelle che portano significato le devi scrivere. Altrimenti vanno perse e smarrire i buoni racconti è un po’ come lasciare appassire un fiore.
E’ mattina presto quando Marco, Giada, Stefano, Antonio, Chiara, Emanuele, Alessandro, Hubert, Stefano, Diego, Fabrizio, Leonello, Gianni, Roberto, l’altro Diego, Franco, Annarita, Elisa, Simone, Giorgio e Damiano stanno attraversando il Tirreno. E in mare aperto accarezzano i ricordi della sera prima e cullano una nuova scoperta, su cui metteranno qualche ora dopo piede. Sardegna. “ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”; parlò così Fabrizio De Andrè.
E i ragazzi di Juppiter le conoscono le canzoni del genovese, le cantano sui pulmini che salgono da Olbia a Palau. Le cantano mentre si raccontano del lavoro della sera prima, hanno fatto i camerieri. Ma mica in un posto qualsiasi. Sono stati il cuore di Palazzo Gentili nella notte più magica di Viterbo. E la Macchina, la bella Gloria, l’hanno vista da vicino. Lo confessano senza vergogna: se ne sono innamorati. Emanuele ha anche fatto il galantuomo, cantando Volare di Modugno insieme a Jessica…
Diego mette il piede sulla sabbia bianca. E’ tutto vero, sono in Sardegna. La vacanza speciale 2016 abbia inizio. Gli educatori di Juppiter sorridono sotto il sole, perché Alessandro ha fatto gol e l’esultanza è da “campioni del mondo”. Il cielo è blu sopra Palau, buona avventura.


















