Di Sorte (Bolsena): “Uno Stato che prende e basta, che Stato è?”


BOLSENA – Il Vice-sindaco di Bolsena interviene su Facebook per esprimere il proprio malcontento per alcune decisioni governative che penalizzano il nostro territorio.
BOLSENA – Il Vice-sindaco di Bolsena interviene su Facebook per esprimere il proprio malcontento per alcune decisioni governative che penalizzano il nostro territorio.
“ Lo Stato a senso unico. Ci obbliga:
– Termovalorizzatore a Tarquinia;
– Geotermia a km di profondità intorno al lago;
– Pale eoliche a grande impatto visivo a Piansano;
– Rifiuti romani a Viterbo;
– 40 immigrati a Valentano collocati senza conoscere l’esito del tampone e senza controlli.
Se ne frega:
– Ammodernamento impianto di depurazione acque lago di Bolsena;
– Infrastrutture stradali e ferroviarie inesistenti;
– No all’aeroporto a Viterbo”
Ed infine conclude: “Uno Stato che prende e basta, che Stato è?”
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















