Di Sorte (Bolsena): "Grande risultato, i territori contano"
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BOLSENA - "Voglio ringraziare tutte le associazioni di cittadini che hanno sostenuto questa azione, i sindaci di oggi, e quelli di ieri, che hanno iniziato questo impervio percorso, ringrazio l’avvocato Greco, che ha lavorato con grande pazienza al nostro fianco. Un ruolo fondamentale lo hanno avuto la Provincia di Viterbo e la Regione Lazio".

BOLSENA – “La sentenza del Tar del Lazio ripristina un equilibrio fondamentale per il nostro territorio: il parere degli enti locali, quello dei cittadini e quello delle istituzioni regionali, hanno un valore. E lo hanno nella misura in cui certe scelte calate dall’alto possono avere un impatto importante nella vita della popolazione – così Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena -.

Sono anni che ci battiamo contro la realizzazione della centrale geotermica di Castel Giorgio, abbiamo presentato documenti, pareri, messo nero su bianco le nostre perplessità sostenute da evidenze scientifiche presso le sedi del governo centrale; eppure sembrava non bastare. C’è voluta la giustizia per porre fine a questa esperienza, con una sentenza che esprime alcuni concetti fondamentali: il progetto deve ripassare di nuovo dalla Commissione di VIA e poi deve passare in Consiglio dei Ministri con la presenza della Regione Lazio (nel 2019 esclusa).

Inoltre, la commissione di valutazione ambientale deve porre attenzione su due aspetti: quello sismico del territorio interessato e quello ambientale legato al lago di Bolsena. Cose di non poco conto che erano l’oggetto del nostro ricorso.

Voglio ringraziare tutte le associazioni di cittadini che hanno sostenuto questa azione, i sindaci di oggi, e quelli di ieri, che hanno iniziato questo impervio percorso, ringrazio l’avvocato Greco, che ha lavorato con grande pazienza al nostro fianco. Un ruolo fondamentale lo hanno avuto la Provincia di Viterbo e la Regione Lazio.

Ma questa è anche la vittoria dei tanti esperti e scienziati che ci hanno stimolato e sensibilizzato durante questi anni. Oggi, in definitiva, è la vittoria di tutti, ma rimaniamo coi piedi per terra, perché la partita non è totalmente conclusa, ci sarà ancora da combattere”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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