
BOLSENA – “Lo scorso anno, di questi tempi, si stava entrando nel pieno della stagione. Il periodo da marzo a maggio, con Pasqua, Pasquetta e le altre festività, rappresentava un tesoretto per tutte le attività operanti nel settore turistico. Se andava bene questo momento della stagione allora il percorso era in discesa. Quest’anno invece è un disastro. Bisogna valutare attentamente se conviene o meno aprire”. Le parole sono di Andrea Di Sorte, assessore al Turismo a Bolsena.
Dei comuni del lago è questo sicuramente il centro turisticamente più rilevante e se si soffre qui negli altri comuni la situazione non è certo migliore.
“La nebbia è fitta – continua Di Sorte -. Tanta la confusione e l’incertezza in un settore che è traino di altri altrettanto importanti: agroalimentare, commercio, moda. Ancora non esistono linee guida chiare, sulla ripartenza si è aspettato troppo e siamo oggettivamente in ritardo”.
Nei giorni scorsi i rappresentanti dei comuni del lago hanno partecipato a una call conference con Regione Lazio ma quello che nella sostanza è venuto fuori è che bisogna attendere le linee guida del governo.
“Ci sono cose che trovo assurde – continua Di Sorte -. Qui siamo terra di campeggi, realtà che già di fatto attuano il distanziamento sociale. Potrebbero partire da domani a funzionare ma tutto è sospeso. Governo e Regione stanno lasciando nel limbo i nostri imprenditori. Campeggi, agriturismo, nessuno sa cosa ne sarà di loro. Avrebbero fatto prima e forse meglio a mettere in cassintegrazione per il 2020 tutti i dipendenti del settore turistico e ad abbonare le tasse agli imprenditori. Meglio un anno a reddito zero che a sfornare debito. La situazione è dura. Qua da noi ci sono tanti che non hanno ancora visto i decantati 600 euro di marzo, i dipendenti aspettano la cassintegrazione e poi c’è il dramma degli stagionali: senza contratto, senza assunzione in tempi brevi e a corto di ammortizzatori sociali”.


















