Di ritorno da una cena con gli amici precipita con l’auto dal ponte e muore
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MONTALTO DI CASTRO - Sul posto carabinieri, vigili del fuoco, sanitari del 118 e polizia locale ma non c’è stato nulla da fare per Matteo Meneghetti, 32enne di Tarquinia.

MONTALTO DI CASTRO – Precipita con l’auto dal ponte e muore. Un volo diventi metri che non ha lasciato scampo a Matteo Menghetti, 32enne di Tarquinia.

L’incidente è avvenuto sulla sp Doganella, la strada che da Ischia di Castro porta a Montalto.

Stando alle prime ricostruzioni il giovane, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della macchina ed è precipitato dal ponte.

Sul posto sono intervenuti i  vigili del fuoco, i carabinieri del radiomobile di Tuscania e delle stazioni di Valentano e Montalto, la polizia locale e i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane.

Matteo era molto conosciuto e stimato a Tarquinia e la sua morte ha destato grande sgomento e cordoglio nella comunità.

“Un dolore grande per la nostra comunità, una notizia che ci ha lasciato senza parole” ha detto ieri il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi che ha deciso di di annullare gli spettacoli e i concerti in programma ieri sera all’interno della manifestazione DiVino etrusco per rispetto nei confronti di Matteo.

Al ricordo commosso del sindaco si è unita la squadra Basket Pegaso Tarquinia dove per anni ha giocato Matteo: ““Il sorriso è sempre stata l’arma che più sapevi usare ed è ciò che più ricorderemo di te”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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