Di che cognome sei? Ecco quelli più diffusi nella Tuscia
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Chi sa quali sono i cognomi più diffusi nella provincia di Viterbo? Non che immaginiamo che qualcuno se lo sia mai chiesto, ma, volendoselo chiedere, a quali pensereste? Il sito internet www.cognomix.it ha raccolto online i dati dei cognomi del nostro paese, dividendoli poi per regione e per provincia.

Chi sa quali siano i cognomi più diffusi nella provincia di Viterbo? Non che immaginiamo che qualcuno se lo sia mai chiesto, ma, volendoselo chiedere, a quali pensereste? Il sito internet cognomix.it ha raccolto online i dati dei cognomi del nostro paese, dividendoli poi per regione e per provincia.

E allora ecco la classifica dei cinque cognomi più diffusi nella Tuscia. Il primo è Dalle Monache, il secondo Rossi, il terzo Proietti, il quarto Ricci e il quinto Bernini.

I cognomi più diffusi nel Lazio sono nomi di famiglia tipici di tutto il Centro-Nord come Rossi, Ferrari, Bianchi, Galli, Leoni, ma anche cognomi che derivano dalle migrazioni interne verso la Capitale che arrivava dal Sud (Esposito, Russo, Romano, De Luca, Conte, Santoro, Marino) oppure dal Veneto, in seguito alle bonifiche delle paludi della provincia di Latina nel periodo fascista (Marangon, Peruzzo, Nardin, Mancin, Baretta e Salvador).

I cognomi più diffusi tipicamente laziali invece sono Proietti (che veniva conferito ai trovatelli), Felici, Bonanni e Fabrizi.

Dal punto di vista etimologico, molti dei cognomi presenti nel Lazio hanno origine da nomi di persona: nomi come Angelo, Antonio, Rinaldo, Paolo, Francesco, Bartolomeo e Nicola hanno dato origine a cognomi come Angelucci, Antonucci, Rinaldi, Paolucci, Ceccarelli, Tomei e Colasanti.

fonte: www.cognomix.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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