
È stato ieri il grande giorno del Movimento 5 Stelle a Viterbo. Giornata che ha visto come ospite d’onore il deputato Alessandro Di Battista, che negli ultimi tempi insieme al collega Luigi Di Maio, è diventato il vero volto rappresentativo del gruppo grillino. L’occasione per il passaggio nella Città dei Papi è stato un incontro sulla legge “salva banche”, ma che i pentastellati preferiscono chiamare “truffa risparmiatori”. Un appuntamento nel quale, oltre al tema banche, si sono sollevate anche altre questioni, come lo scandalo affittopoli e il futuro del Comune di Roma, ma anche la situazione politica di Viterbo.
In tanti si sono raccolti nelle fredde stanze dell’ex tribunale della città e lo stesso Di Battista ci scherza su, dicendo che visto che non prendono i finanziamenti pubblici dallo Stato, sono costretti a fare le conferenze al freddo e al gelo. Poi si passa al tema centrale, quello delle banche in fallimento e della trasformazione, secondo il M5S, dell’Italia in uno Stato delle Banche. “Mentre l’opinione pubblica ci distrae con la giornata della memoria e il ricordo delle vittime dell’immigrazione, questi privatizzano tutto, a partire dalla sanità” accusa il deputato. Viene toccato anche il tema dei ‘cervelli in fuga’, che non trovano lavoro in Italia, ma il governo Renzi concede loro un bonus per la cultura mentre “distrugge” le scuole.
Di Battista ne ha per tutti: si scaglia contro Berlusconi e la sua finta polemica contro Renzi, poi contro l’Europa che ci ha tolto la sovranità. Piano piano si scende nel dettaglio e si parla della situazione romana. Circola ancora la voce che il deputato pentastellato sia uno dei favoriti alla candidatura per il Campidoglio, ma lo stesso Di Battista smentisce, prima vuole finire il suo mandato in Parlamento, ma non nasconde che le tante richieste dei cittadini e i buoni risultati dei sondaggi lo tentano.
Secondo il parlamentare del movimento cinque stelle, il Pd pensa che la politica sia un lavoro e per mantenere il posto farebbero di tutto. “Ci tolgono i diritti economici e sociali, ma si ricordano dei cittadini solo quando devono pagare le tasse”. È una furia scatenata e non risparmia nessuno, neanche la politica viterbese, da oltre un mese bloccata in una crisi di maggioranza.
“Da 50 giorni la città è bloccata. I viterbesi dovrebbe scendere nelle piazze e assediare pacificamente il Comune. Che si torni alle urne per decidere il futuro della città. Solo chi ha paura di perdere teme il voto, noi no. Hanno paura che il M5S possa ottenere un risultato importante, perché ogni nostro consigliere che entra in Giunta, è un consigliere di meno della vecchia politica e meno potere per chi per decenni ha amministrato”.


















