Detenuto ferisce agenti di polizia penitenziaria
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VITERBO - L'Uspp: "Ennesimo episodio per il quale l'amministrazione del carcere non interviene"

VITERBO – Segue la nota dell’ Unione sindacati di polizia penitenziaria.

Sembra non aver fine il martirio che la polizia penitenziaria di Viterbo è costretta a subire da parte di un detenuto facinoroso di nazionalità tunisina sottoposto per tali comportamenti a un continuo isolamento per la sua pericolosità aggressiva negli istituti dove è stato inviato alcuni giorni fa da Viterbo e che in queste ore è ritornato per gli stessi motivi, proseguendo la sua facinorosa opera aggressiva.

Di fatto ieri mentre si trovava in infermeria ha riprodotto le stesse situazioni oramai da mesi in atto e in qualche modo ponendosi in una situazione passiva a terra perché non voleva rientrare in cella, ha ferito lievemente gli agenti di polizia penitenziaria (che sono stati refertati) i quali nel frattempo sono stati costretti ad accompagnarlo di peso nella cella di isolamento.

Inutile dire che queste situazioni sembrano non sfiorare minimamente le attenzioni dei vertici dell’amministrazione e di tutti quelli che ogni giorno parlano di carceri, ma che di fatto non hanno mai fatto un minuto di servizio con soggetti di questo tipo.

Purtroppo questo soggetto giornalmente continuerà ad avere questo tipo di comportamento sbattendo le porte della cella, spaccando finestre ecc. e il personale inerme non potrà fare nulla che poter contenere passivamente lo stesso.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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