Destinazione Capo Nord - I pionieri al cospetto della sirenetta di Copenaghen (giorno 5)
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DESTINAZIONE CAPO NORD - Ragazzi speciali, educatori e autieri Anai danno vita ad una partita di calcio sulle spiagge del Mar Baltico.

CAPO NORD – Il vivere insieme, che si costruisce giorno per giorno, tra la scoperta e la bellezza della carovana, ma anche e soprattutto nel rapporto con gli altri.

A Puttgarden, poco prima di imbarcarsi sul traghetto verso la Danimarca, i pionieri di Destinazione Capo Nord non hanno resistito e, tirata fuori la palla da uno zainetto, si sono messi a giocare sulla spiaggia una partita improvvisata, che è diventata il nostro campionato Europeo: ragazzi, educatori e autieri dell’ANAI, insieme.

Un modo semplice che descrive meglio di tante parole lo spirito di Destinazione Capo Nord: il condividere la strada con chi è come noi, ma soprattutto con chi è diverso da noi.

È quello che è successo in ognuna delle tappe del viaggio dei ragazzi dell’Associazione Juppiter, insieme agli autieri dell’ANAI e agli agenti della Polizia di Stato. La Carovana apre gli occhi e le mani per toccare il Mar Baltico, iniziando la salita verso Capo Nord, il punto più settentrionale dell’Europa.

Lasciata Magdeburgo dopo aver fatto una riflessione sul senso della rinascita, come testimonia la Greune Zitadelle, i pionieri hanno trovato sulle spiagge affacciate sul Mar Baltico uno spazio per aprire gli orizzonti e dare forza al desidero di raggiungere la mèta.

Sarà stato grazie alla partita di pallone, saranno stati i giorni trascorsi insieme, ma la giornata di oggi è stata perfetta per festeggiare quella internazionale dell’abbraccio, dedicandola allo spirito che anima tutta la carovana, la ricerca della Pace e della bellezza nella fragilità.

Dopo poco meno di un’ora di navigazione, i giovani protagonisti dell’avventura hanno scoperto il porto di Copenaghen, città vibrante e ricca di fascino. Uno dei momenti più attesi è stato
l’incontro con la statua della Sirenetta di Hans Christian Andersen: occasione per parlare di sogni e di cambiamento, temi centrali nell’educazione dei giovani.  Domani, lunedì 24 giugno, il viaggio proseguirà verso Norrkoping, in Svezia.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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