Deserto l'avviso del Comune per il Cinema Genio: ora si valuterà proposta Pelliccia?
Genio
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Il bando per il cinema Genio è andato deserto. L’avviso è scaduto sabato scorso e ha raccolto la bella di zero proposte. Il comune aveva pubblicato l’avviso per trovare qualcuno che volesse investire nel cinema comunale in cambio di condizioni forse troppo sfavorevoli.

Il bando per il cinema Genio è andato deserto. L’avviso è scaduto sabato scorso e ha raccolto la bella di zero proposte, tranne quella della Biblioteca consorziale che l’assessorBarelli non ha voluto tenere in considerazione. Il comune aveva pubblicato l’avviso per trovare qualcuno che volesse investire nel cinema comunale in cambio di condizioni forse troppo sfavorevoli.

Si partiva da un importo di locazione di 12mila euro all’anno, con un metodo al rialzo: avrebbe vinto la proposta con il maggiore rialzo. Il contratto avrebbe previsto una durata di sei anni rinnovabile per altri sei. Il vincitore avrebbe dovuto occuparsi della sistemazione e della messa a norma, secondo le più recenti disposizioni di legge, della struttura. Lavori che dovrebbero costare decine e decine di migliaia di euro. Forse troppo.

Rimane così in piedi solo la proposta di Paolo Pelliccia per il consorzio biblioteche che aveva chiesto di poter gestire la struttura ricevendo un bel due di picche. “Il Consorzio Biblioteche – aveva risposto Barelli – vive di fondi pubblici, che gravano in maniera ancora più importante sul Comune con il venir meno della Provincia e pertanto il rilancio del cinema Genio che necessita di investimenti importanti non può certamente passare dalle casse delle pubblica amministrazione e dalle tasche dei cittadini”.

Il risultato è però questo. Tempo perso e ancora nulla da fare per il cinema storico viterbese.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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